Commercio e turismo: nel I semestre 1.344 fallimenti, -7% rispetto al 2014

Commercio e turismo: nel I semestre 1.344 fallimenti, -7% rispetto al 2014

La crisi si attenua, ma continua l’emorragia di imprese: da gennaio perse quasi 16mila attività turistiche e commerciali.

di: Redazione ImpresaCity del 04/08/2015 09:42

Economia
 
Prima inversione di tendenza per i fallimenti nel commercio e nel turismo. Nel primo semestre del 2015 sono fallite 1.334 imprese: un numero ancora alto – sono più di 7 al giorno – ma inferiore del 7% al livello registrato nel 2014. Si tratta del primo calo tendenziale registrato dal 2011.
Si assiste dunque a una lieve attenuazione della crisi, anche se continuano le cessazioni di attività: da gennaio ad aprile sono state oltre 26mila, per un saldo tra aperture e chiusure negativo per quasi 16mila imprese: 10.654 nel commercio e 5.254 nel turismo.
E’ la fotografia scattata dall’Osservatorio semestrale sul Commercio e Turismo condotto per Confesercenti da CRIBIS D&B, società del gruppo CRIF specializzata nella business information, che gestisce il più ampio patrimonio informativo sulla struttura economico-finanziaria delle imprese italiane e sui loro comportamenti di pagamento.
Nonostante il miglioramento, il numero di fallimenti rimane comunque troppo elevato: è il 36% oltre il livello registrato nel 2011, più del doppio (+106%) delle 647 procedure fallimentari del primo semestre del 2009.
Sul fronte di pagamenti, si registra un lieve miglioramento nel commercio: nel secondo trimestre dell’anno le imprese che hanno saldato con un ritardo grave (oltre i 30 giorni rispetto alla data di scadenza) sono state il 24,2%, lo 0,4% in meno rispetto ai primi tre mesi.
A livello geografico, il Sud e le Isole mostrano le maggiori criticità: la percentuale di pagamenti oltre i 30 giorni dalla scadenza è del 33,9%, contro il 28,5% del centro, il 15,5% del Nord Ovest e il 13,3% del Nord Est. Rimangono sopra la media i ritardi oltre 30 giorni per la somministrazione (36,5%) e per il Commercio al dettaglio di generi alimentari (30,4%). Qualche piccolo progresso anche per gli alberghi, dove la quota di ritardi gravi passa dal 14,1% del primo trimestre al 13,5% del secondo.

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