Conti pubblici, Unimpresa: in primi 4 mesi spesa su di 16 miliardi (+10%)

Conti pubblici, Unimpresa: in primi 4 mesi spesa su di 16 miliardi (+10%)

Il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi: “La tasse aumentano sistematicamente sia sulle famiglie sia sulle imprese e la spending review è un oggetto misterioso".

di: Redazione ImpresaCity del 29/06/2015 16:00

Economia
 
Niente tagli al bilancio pubblico: nei primi quattro mesi del 2015 la spesa è crescita di oltre 16 miliardi di euro rispetto ai primi quattro mesi dello scorso anno con un aumento superiore al 10%. In salita soprattutto le spese correnti (acquisti, servizi, appalti, forniture, sanità, stipendi e pensioni) per oltre 15 miliardi, mentre sono sostanzialmente stabili le spese in conto capitale (investimenti) cresciute di soli 491 milioni.
Questi i dati di una analisi del Centro studi di Unimpresa sull’andamento del bilancio pubblico.Secondo l’analisi, basata su dati della Banca d’Italia, la spesa pubblica è passata dai 160,9 miliardi del periodo gennaio-aprile 2014 ai 177,2 del primo quadrimestre del 2015 con un incremento di 16,3 miliardi (+10,17%).
L’incremento è legato quasi esclusivamente all’aumento delle spese correnti, vale a dire le uscite dalle casse dello Stato legate ad acquisti, servizi, appalti, forniture, sanità, stipendi e pensioni: tale voce del bilancio è passata dai 150,5 miliardi del primo quadrimestre 2014 ai 166,4 miliardi del periodo gennaio-aprile dell’anno in corso con un incremento di 15,8 miliardi (+10,54%).
Sostanzialmente ferme, invece, le uscite in conto capitale, cioè gli investimenti in grandi opere pubbliche e infrastrutture: tale voce del bilancio è passata dai 10,3 miliardi di gennaio-aprile 2014 ai 10,8 miliardi dello stesso periodo di quest’anno con una variazione positiva di 491 milioni (4,76%).
“La tasse aumentano sistematicamente sia sulle famiglie sia sulle imprese e la spending review è un oggetto misterioso. Per ridurre la pressione fiscale gli spazi esistono, ma bisogna aggredire gli sprechi ed è lì che la politica si ferma perché c’è il rischio di scontentare sempre qualcuno e si contano i voti” ha commentato il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.
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