Con Expo a Milano riparte il lavoro ma è sempre più flessibile

Con Expo a Milano riparte il lavoro  ma è sempre più flessibile

Le imprese cercano 45mila addetti, escono in 44mila, saldo positivo di mille. Nel 2014 era negativo di 2mila.

di: Redazione ImpresaCity del 03/06/2015 15:20

Economia
 
Nell’anno di Expo, le imprese milanesi con meno di 250 addetti cercano 45mila nuovi addetti nel 2015 e sono 44mila le uscite previste nell’anno. Un saldo positivo nel lavoro milanese di oltre mille addetti. Si ribalta il quadro negativo dello scorso anno (37mila entrate e 39mila uscite, saldo negativo di circa duemila). Emerge da un’anticipazione sui dati Excelsior di Camera di commercio di Milano, Unioncamere, Ministero del Lavoro con le previsioni delle imprese milanesi per le assunzioni dell’anno 2015 (dati provvisori).
È un lavoro sempre più flessibile: ci saranno 3mila collaboratori (quindi non dipendenti) in più in entrata rispetto a quanti escono (6mila entrate e 3mila uscite) mentre è negativo di circa mille unità il saldo dei dipendenti (37mila entrate e 38mila uscite).
C’è maggiore mobilità nel lavoro nel 2015 rispetto all’anno precedente quando c’erano 37mila entrate e 39mila uscite tra lavoro dipendente e flessibile, ora sono 45mila e 44mila. Imprese e lavoratori sono impegnati in un ricambio. Ad esempio la possibilità di trovare un posto fisso è doppia rispetto al 2014: 14mila addetti ricercati contro i 7mila di un anno fa. Più facile trovare la persona giusta per le imprese: nel 2014, una assunzione su sette era considerata di difficile reperimento per le imprese, ora è meno di una su dieci.
Nel 2015 assume un’impresa su sette (15,3%) contro l’11,7% del 2014, una su nove. Sono il 18,3% delle imprese nel settore industria e il 14,2% di quello dei servizi.Per settore. Tiene l’industria, previsto un saldo entrate e uscite di circa 50posti e positivi i servizi con un saldo di +1.290.
Per il 28,7% la ripresa motiva l’assunzione. È il 36,1% di quelle del settore industria e il 25,4% di quelle dei servizi. Per il 35% c’è l’esigenza di sostituire dipendenti in uscita, per il 10% lavori stagionali. Le motivazioni in crescita sono: vendita (da 5,6% del 2014 a 6,1%) e l’internazionalizzazione (da 3,1% a 5%).
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