Sondaggio Confesercenti: nel 2014 Italia peggiorata per un italiano su due

Sondaggio Confesercenti: nel 2014 Italia peggiorata per un italiano su due

Ma resiste la speranza. I prezzi non fanno più paura, ma il fisco sì tasse e tariffe frenano gli acquisti di 1 italiano su 4.

di: Redazione ImpresaCity del 09/12/2014 14:00

Economia
 
Nel 2014 l’Italia è peggiorata per la maggioranza degli italiani (il 54%)  ma la speranza è ancora più forte delle difficoltà.
E’ questo l’atteggiamento con il quale gli italiani si avvicinano alle festività di fine anno, durante le quali il pensiero resterà rivolto ai problemi più gravi – disoccupazione e fisco – ma la tendenza sarà quella di spendere, malgrado tutto, qualcosa in più per rendere il Natale, specie quello dei bambini, ancora una festa in piena regola. Tanto che malgrado la stagnazione busseranno alle porte delle famiglie doni per 7 miliardi di euro.
Le tredicesime ammonteranno quest’anno a 42 miliardi  (in media 8 euro in più a lavoratore) ed  alimenteranno spese per 22 miliardi, ma il resto, e non è poco, servirà per pagare le imposte  (per complessivi 11 miliardi  a dicembre fra Tasi, Imu ed addizionali).
La prosecuzione della crisi e le “tasse natalizie” dunque spingono a rendere prudenti  le feste degli italiani, che però non smettono di aver fiducia nel futuro: il 47% dei nostri concittadini, infatti, arriva al Natale 2014 mantenendo la speranza, contro un 22% che si sente sfiduciato ed un 8% che si definisce indignato. Un dato di fiducia, che arriva nonostante la maggior parte degli intervistati dia un giudizio negativo sull’anno appena trascorso: il 54% pensa che nel 2014 l’Italiasia peggiorata, il 40% invece la vede stagnante, mentre solo uno sparuto gruppo (6%) intravede profili di miglioramento.
E’ quanto emerge dal consueto sondaggio Confesercenti SWG sul Natale degli italiani.
Complessivamente, il 29% delle persone intervistate ha dichiarato di attendersi un Natale peggiore di quello del 2013; il 48% – il 2% in più dello scorso anno – ritiene che sarà uguale, mentre il 23% scorge miglioramenti in arrivo.
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