Rete Imprese: riforma del lavoro da attuare senza nuovi costi per le imprese

Rete Imprese: riforma del lavoro da attuare senza nuovi costi per le imprese

Rete Imprese Italia chiede tra l'altro di salvaguardare la pluralità di forme contrattuali, anche flessibili, che offrono risposta alle specifiche esigenze organizzative delle imprese.

di: Redazione ImpresaCity del 29/10/2014 11:15

Economia
 
“La riforma del mercato del lavoro è un provvedimento ambizioso che va attuato con il contributo delle parti sociali, non devein alcun modoprovocare incrementi di costoper le imprese e deve salvaguardare le buone pratiche in materia di sostegno al reddito. Inoltre, deve essere assolutamente coerente con le finalità del Ddl Stabilità laddove mira a restituire competitività al sistema produttivo italiano riducendo il costo del lavoro, evitando una sorta di compensazione punitiva in cambio di snellimenti normativi”.
Sono le indicazioni espresse dai rappresentanti di Rete Imprese Italia durante l’audizione sul Jobs Act presso la Commissione Lavoro della Camera.
Secondo Rete Imprese Italia, gli interventi in materia di ammortizzatori sociali, oltre ad assicurare l’invarianza di oneri per le imprese ed evitare interventi di ‘taglia’ sproporzionata per le Pmi, o aumenti di costi che non considerano le specificità dei diversi settori, dovranno preservare le esperienze positive come il fondo di solidarietà bilaterale nell’artigianato che garantisce il sostegno al reddito in caso di crisi aziendali.
Il Jobs Act deve inoltre essere l’occasione per semplificare gli adempimenti in materia di lavoro, snellire il sistema di vigilanza e ispezione, eliminando duplicazioni e sovrapposizioni, riordinare il sistema sanzionatorio.
Rete Imprese Italia chiede poi di salvaguardare la pluralità di forme contrattuali, anche flessibili, che offrono risposta alle specifiche esigenze organizzative delle imprese. Giudizio sospeso in attesa di maggiore chiarezza sul contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, che, in ogni caso, non dovrà comportare l’introduzione di nuovi costi per le imprese fino a 15 dipendenti.
A giudizio di Rete Imprese Italia, vanno anche riorganizzate le politiche attive per il lavoro, innovando le modalità con cui vengono gestiti i servizi di collocamento e reimpiego e collegando strettamente gli interventi di sostegno al reddito con le misure di reinserimento nel mercato del lavoro.
In particolare, secondo Rete Imprese Italia, è necessario introdurre il principio di condizionalità in base al quale il diritto a percepire trattamenti di sostegno al reddito è condizionato, appunto, all’obbligo di partecipare a iniziative di reimpiego. E i servizi per il lavoro, pubblici e privati, devono rappresentare lo snodo fondamentale con cui concordare e attivare questo nuovo percorso di politiche attive per l’occupazione. A questo proposito, Rete Imprese Italia sollecita coordinamento e uniformità delle norme in tutte le Regioni e un miglioramento generalizzato della qualità delle prestazioni. Un obiettivo che si può raggiungere creando un’Agenzia nazionale per l’occupazione, partecipata da Stato, Regioni e Province Autonome, alla quale attribuire competenze in materia di servizi per il lavoro per riuscire finalmente a coordinare questo tipo di servizi, pubblici e privati, realizzando così l’integrazione tra politiche attive e passive.
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