Le Pmi sempre più soffocate dalla burocrazia

Le Pmi sempre più soffocate dalla burocrazia

Alle piccole imprese la burocrazia costa 30 giorni di lavoro all’anno pari a quasi 12.000 euro. Bortolussi: “Per i cittadini e le piccole imprese è ormai una Via Crucis”.

di: Redazione ImpresaCity del 14/07/2014 15:08

Economia
 
Se per i cittadini le cose in questi ultimi anni sono peggiorate, anche per le aziende il peso della burocrazia è in costante aumento. La CGIA ricorda che, secondo i dati della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il costo annuo che grava sulle Pmi (aziende con meno di 250 addetti) sfiora i 31 miliardi di euro. 
Per ciascuna di queste piccole e medie imprese
 si stima che l’aggravio economico sia pari a 7.000 euro all’anno. Se l’analisi si concentra solo sulle aziende di piccola dimensione, quelle con meno di 50 addetti, i costi sono addirittura superiori a quelli appena enunciati. Infatti, secondo i risultati emersi dall’annuale indagine realizzata da PROMO PA Fondazione, su un campione di 1.900 piccole imprese (con meno di 50 addetti) distribuite su tutto il territorio nazionale, il costo medio complessivo sostenuto da queste realtà imprenditoriali per espletare gli adempimenti amministrativi sfiora i 12.000 euro all’anno. 
Negli ultimi 7 anni il costo è aumentato di oltre 1.900 euro (+ 19 per cento). Per districarsi tra timbri, certificati, formulari, bolli, moduli e pratiche varie, nel 2013 le piccole aziende hanno dedicato 30 giorni lavorativi. Ovvero, sono le giornate/uomo dedicate a districarsi tra oneri informatici e burocratici vari. Rispetto al 2007 la crescita del tempo dedicato a sbrigare tutto questo carico burocratico è aumentato del 26,4 per cento. 
Si pensi – conclude Bortolussi – che, secondo l’indagine annuale PROMO PA Fondazione, l’81 per cento delle imprese con meno di 50 addetti è costretto a ricorrere a consulenti esterni per fronteggiare questo nemico invisibile: ovvero la cattiva burocrazia. Il 70 per cento ad integrazione o a supporto del lavoro svolto dagli uffici amministrativi che operano all’interno dell’azienda, mentre l’altro11 per cento si affida a terzi per tutte le incombenze. E’ evidente che se non si mette definitivamente mano a quel labirinto inestricabile di leggi, decreti e circolari varie che rendono la vita impossibile a milioni di piccoli imprenditori, corriamo il pericolo di soffocare la parte più importante della nostra economia”.
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