Expo: presentato il Padiglione ungherese

Expo: presentato il Padiglione ungherese

Durante Expo Milano 2015 il Padiglione Ungherese organizzerà mostre ed eventi con vari focus, come le tradizioni alimentari del Paese, le relazioni storiche italo-ungheresi e altri temi di cultura contemporanea.

di: Redazione BitCity del 23/05/2014 10:15

Economia
 
È stato presentato il Padiglione Ungheria per Expo Milano 2015: il progetto, selezionato da un concorso pubblico, rispecchia il Tema dell’Esposizione Universale “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” ed è stato ideato dai progettisti Attila Ertsey, Ágnes Herczeg, Sándor Sárkány. All’evento hanno partecipato Géza Szőcs, Commissario Governativo ungherese, alla presenza di Diana Bracco, Commissario Generale di Sezione per il Padiglione Italia, István Manno, Console Generale di Ungheria, Giuseppe Frattini, progettista del padiglione e Zoltán Forizs, Amministratore Delegato di Carpathia Srl.

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Partendo dal tema della partecipazione - “Dalla fonte più pura” - l’Ungheria dimostrerà l’importanza della salubrità del cibo, di uno stile di vita sano e della necessità di garantire la sicurezza alimentare e la biodiversità per le future generazioni.Nel corso della presentazione è stata annunciata la collaborazione con il Padiglione Italia, che sarà avviata nel corso dell’Esposizione Universale. Il Padiglione sarà di tre piani e si estenderà su un lotto di 1.910 metri quadri.
Le forme e i materiali rappresentano le linee principali dell’architettura ungherese (granaio, silos rurali, stalle) secondo i principi dell’architettura organica, sviluppatasi a metà del Novecento e basata sulle tradizioni locali, sulla comprensione delle leggi della natura, sull’esaltazione del rapporto tra l’uomo e l’universo.

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La zona centrale del Padiglione è ispirata all’Arca di Noè, simbolo di salvezza degli esseri viventi, mentre le due estremità laterali richiamano i tamburi sciamanici, che riportano a radici antiche evidenziando il rapporto mistico con la natura e che sono solcati dall’antico simbolo dell’albero della vita nel quel scorre l’acqua dolce naturale ungherese dalle celebri proprietà termali. La maggior parte del materiale utilizzato per la costruzione è rinnovabile (legno, legno lamellare, cellulosa) per evidenziare il contenuto ecologico ed energetico integrato in parallelo con il risparmio energetico e l’abbattimento dell’inquinamento atmosferico. L’intero edificio inoltre sarà smontabile, ricostruibile e riutilizzabile. L’ultimo piano della costruzione ospiterà un giardino a cielo aperto così come nell’area verde esterna al Padiglione saranno coltivati 33 tipologie di frutta, verdura ed erbe mediche. 

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Così come l’Italia, l’Ungheria ha espresso l’intenzione di utilizzare il Padiglione, una volta terminata l’Esposizione Universale, per la ricerca e l’istruzione. Verrà infatti rimontato a Szombathely, al posto della Caserma degli Ussari nr. 11, come parte integrante del Centro della Tutela Creativa del Patrimonio e dello Sviluppo dei Valori. 
In seguito alla cerimonia simbolica sul lotto ungherese, il 3 aprile scorso, Géza Szőcs, Commissario Governativo ungherese e Diana Bracco, Commissario Generale di Sezione per il Padiglione Italia, hanno proposto una futura collaborazione tra i due Istituti di ricerca, al fine di fare conoscere e diffondere al pubblico uno stile di vita sano e sostenibile.
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