Con la crisi scoppiano le controversie tra imprese

Con la crisi scoppiano le controversie tra imprese

Indagine internazionale: 1 su 4 pronta a litigare. A Milano boom degli arbitrati, +21% in un anno.

di: Redazione ImpresaCity del 23/05/2014 09:44

Economia
 
Con la crisi si litiga di più, a  livello internazionale una impresa su tre ha avuto una crescita di scontri dal 2008 e per quest’anno una su quattro si aspetta un aumento delle controversie. Il 45% ritiene che le liti non cresceranno e il 31% non sa.
Il trend si conferma anche per le imprese milanesi, dai dati della Camera arbitrale di Milano, azienda speciale della Camera di commercio di Milano, c’è un boom degli arbitrati nel 2013, a quota 167, +21% in un anno. Uno su cinque riguarda un conflitto internazionale, al primo posto liti con imprese tedesche e inglesi. In crescita i Paesi del nord Africa.
Di 600 milioni è invece il valore degli arbitrati nel 2013, 167 i casi affrontati nel 2013, rispetto ai 138 dell’anno precedente, picco rispetto ai 118 del 2008.  
“In questo periodo di crisi internazionale – ha dichiarato Stefano Azzali, segretario generale della Camera Arbitrale di Milano, azienda speciale della Camera di commercio di Milano – l’arbitrato rappresenta uno strumento sempre più scelto dalle imprese, per il vantaggio di tempi e costi di risoluzione della controversia, per la flessibilità e il possibile utilizzo anche per le società che operano sui mercati esteri. Per questo è importante ancora di più oggi diffondere la cultura arbitrale con l’utilizzo dell’apposita clausola già nella fase in cui si stipula il contratto, una tutela per eventuali controversie che potrebbero sopraggiungere”.  
Ma quali sono le materie oggetto della controversia? La più trattata è quella societaria (24%), seguita dagli appalti (22%), fornitura (11%) poi al 6% industriale, immobiliare, collaborazione e consulenza, affitto/vendita/cessione ramo di azienda. Nel 2013 il tribunale arbitrale era composto nel 62% dei casi da un collegio arbitrale (67% nel 2012) e per il restante 38% da un arbitro unico (33% nel 2012).
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