CGIA: gli imprenditori non dichiarano meno dei lavoratori dipendenti

CGIA: gli imprenditori non dichiarano meno dei lavoratori dipendenti

La CGIA contesta l’interpretazione dei dati del dipartimento delle finanze secondo cui i dipendenti sono più ricchi dei loro datori di lavoro.

di: Redazione ImpresaCity del 27/03/2014 15:05

Economia
 
"Un tempismo quantomeno sospetto: nei giorni in cui i manager e gli alti dirigenti pubblici italiani sono nel mirino della stampa e dell’opinione pubblica a causa degli elevati compensi, il Dipartimento delle Finanze diffonde le statistiche delle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche riferite all’anno di imposta 2012. E, per l’ennesima volta, emerge un’interpretazione distorta e tendenziosa dei dati, finalizzata a dimostrare che gli imprenditori guadagnerebbero meno dei lavoratori dipendenti" afferma in una nota la CGIA di Mestre. 
In realtà – sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA – dalla lettura del comunicato stampa non emerge questo. In primo luogo, si specifica che il reddito medio degli imprenditori si riferisce ai titolari di ditte individuali, mentre ne sono esclusi quelli in forma societaria. In secondo luogo, si sottolinea che gli imprenditori persone fisiche in contabilità ordinaria hanno denunciato 27.710 euro, mentre i lavoratori dipendenti ne hanno dichiarato 20.280 euro. La media dei titolari di impresa, che per l’anno di imposta 2012 hanno denunciato 17.470 euro, viene abbassata dai soggetti incontabilità semplificata: questi ultimi, infatti, hanno denunciato un reddito medio di 16.380 euro. Lo stesso Dipartimento delle Finanze – prosegue Bortolussi – segnala che i dati di tutti gli imprenditori persone fisiche monitorati in questa analisi sono al netto delle quote attribuite ai collaboratori familiari e che la definizione di imprenditore non è sinonimo di datore di lavoro. Infatti, tra gli imprenditori sono compresi anche quelli che non hanno dipendenti. Ricordo, infatti, che tra gli artigiani e i commercianti, ad esempio, il 74% del totale lavora da solo”. 
A sostenere la tesi della CGIA c’è un comunicato stampa del Ministero dell’Economia del 15 novembre 2013 in merito ai dati delle dichiarazioni dei redditi 2011 pubblicati il giorno prima dal Dipartimento delle Finanze. In questa nota il Mef ebbe modo di sottolineare: “I lavoratori dipendenti che hanno come datore di lavoro una persona fisica (dichiaranti lavoro autonomo, d’impresa o allevamento) sono pari al 9,6% del totale e dichiarano un reddito medio da lavoro dipendente di 10.647 euro, mentre i corrispondenti datori di lavoro persone fisiche (circa 575.000 soggetti) dichiarano un reddito medio da attività economica pari a 33.653 euro, ossia circa il triplo”.
Insomma, ancora una volta – sottolinea la CGIA – si gioca sull’equivoco e si “imbastisce” una comparazione improponibile tra i redditi dei lavoratori dipendenti e quelli dei titolari di piccola impresa. Se per gli imprenditori persone fisiche non si tiene conto che la stragrande maggioranza dei casi non ha dipendenti e molto spesso il loro reddito è addirittura abbassato dallo splitting familiare (ovvero, è al netto delle quote attribuite ai collaboratori familiari), per i lavoratori dipendenti il dato medio è innalzato dai redditi di molte categorie – come i giudici, i manager pubblici e privati, i professori universitari – che poco hanno a che fare con il tradizionale mondo del lavoro dipendente. Se, invece, come ha dimostrato il Mef nel comunicato del 15 novembre scorso, il confronto viene fatto tra i redditi dei datori di lavoro persone fisiche e i propri dipendenti, emerge come i primi dichiarino quasi il triplo dei secondi.
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