Abi: strategie più ambiziose per crescita e occupazione

Abi: strategie più ambiziose per crescita e occupazione

il Presidente dell’Abi Patuelli: "Grande sforzo del mondo bancario pur in un quadro di scarsa redditività e tassazione insostenibile".

di: Redazione ImpresaCity del 20/11/2013 22:25

Economia
 
“Senza strategie di riforma più ambiziose e coraggiose nell’ambito di consistenti tagli alla spesa pubblica, delle privatizzazioni, delle dismissioni, della fiscalità e della regolamentazione, la mancata crescita dell’economia italiana resterà a lungo uno dei principali problemi con cui confrontarci. Con il risultato di una ulteriore perdita di competitività internazionale e, soprattutto, di posti di lavoro”.
È la valutazione senza mezzi termini del Presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, alla tavola rotonda “Le Banche per il Paese”, nel corso della settima tappa a Modena – dopo Cuneo, Vicenza, Ancona, Viterbo, Lecce e Messina – del Road Show Italia
Ricordando che banche e imprese condividono un destino comune, si trainano a vicenda, e nella crisi soffrono allo stesso modo, Patuelli ha ribadito che “in un quadro di scarsa redditività il mondo bancario sta compiendo sforzi enormi nel sostegno all’economia, pur scontando livelli di sofferenze salite ormai ai livelli massimi dal 1999. A questo si aggiunge una smisurata distorsione nella normativa italiana che penalizza l’erogazione del credito. Infatti, il regime fiscale delle perdite sui crediti è un’anomalia da correggere in via definitiva”.
A tal proposito, Patuelli ha sottolineato che “la riduzione da 18 a 5 anni per la deducibilità fiscale delle perdite e delle svalutazioni dei crediti delle banche, prevista dalla Legge di stabilità del Governo, non porta ad una parità di condizioni tra gli operatori bancari e finanziari in Europa, con il rischio di sfavorire l’accesso al credito e l’attrazione di capitali esteri nella nostra economia”.
“L’uguaglianza di condizioni – ha concluso Patuelli – è elemento essenziale in vista dell’Unione bancaria. Assicurando un atteggiamento costruttivo, soprattutto alla vigilia del semestre italiano di Presidenza Ue, auspichiamo che nel corso del confronto parlamentare questa difformità venga superata”.
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