Il made in Italy in ripresa sui mercati esteri

Il made in Italy in ripresa sui mercati esteri

Nel 2013 export manifatturiero a 178 miliardi. Crescono vendite dai territori italiani: 'brillano' Marche, Lazio e Piemonte.

di: Redazione ImpresaCity del 02/10/2013 09:30

Economia
 
E’ un 2013 con segnali positivi per l’export made in Italy quello che emerge dalla rilevazione condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato.Nel secondo trimestre dell’anno le nostre vendite all’estero sono aumentate dello 0,4% rispetto al primo trimestre 2013.
A spingere il made in Italy sui mercati internazionali è il settore manifatturiero: nel primo semestre dell’anno dal nostro Paese sono volati nel mondo prodotti per un valore di 178.015 milioni di euro, con un aumento di 55 milioni (+ 0,4%) rispetto a giugno 2012.I territori italiani sono stati protagonisti della corsa sui mercati internazionali tra il primo semestre 2012 e giugno 2013. Al vertice della classifica regionale per l’aumento di esportazioni si collocano le Marche, con una crescita del 12,7% dell’export.
Secondo posto al Lazio che registra un incremento del 7,9% e terza posizione per il Piemonte che fa segnare un + 2,1%. Il calo più vistoso dell’export si registra in Sicilia, con una perdita del 17,9% delle vendite all’estero.A livello provinciale la migliore performance è quella di Firenze che, tra giugno 2012 e giugno 2013, ha visto crescere le esportazioni del 14,3%.
Un aumento cui hanno contribuito soprattutto le vendite di macchinari e attrezzature, aumentate del 39,4%, di capi d’abbigliamento (+13,1%), di prodotti in pelle (+8,7%). Al secondo posto della classifica provinciale per il maggiore incremento di export si colloca Roma (+10,1%), segue Torino con un aumento del 5,4%.
In termini assoluti, la leadership regionale per il maggiore valore di beni manifatturieri esportati, pari a 52.384 milioni di euro, è della Lombardia. Seguono il Veneto, con 25.074 milioni di euro, e l’Emilia Romagna 24.701 milioni. A livello provinciale prima posizione per Milano con 17.856 milioni di esportazioni, seguita da Torino con 9.536 milioni e da Vicenza con 7.594 milioni di euro.Nel primo semestre del 2013, il 53,8% dei nostri prodotti manifatturieri ha raggiunto i mercati dell’Unione Europea, dove però le vendite hanno fatto registrare un calo del 3,1%, e il restante 46,2% è stato venduto nel resto del mondo con una crescita del 2,6%.
Tra i nostri migliori ‘clienti’ nel mondo spicca l’Africa dove, a giugno 2013, le vendite dei prodotti manifatturieri made in Italy sono aumentate del 9,2% rispetto al secondo semestre 2012. Segue l’Asia con un incremento del 5,4% del nostro export manifatturiero. Battuta d’arresto invece per l’export verso l’America dove le nostre esportazioni sono calate dell’1%.
“I nostri dati – sottolinea il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli - confermano che l’Italia non è soltanto terra di conquista per gli altri Paesi. Le nostre imprese sanno conquistare i mercati esteri con l’alta qualità di prodotti made in Italy che nascono in larga parte nell’artigianato e nelle piccole aziende ben radicate nei territori italiani. E, anche grazie alle nuove tecnologie abilitanti, le piccole aziende riescono a superare limiti e vincoli, diventano sempre più imprese globali. Ma dobbiamo fare di più per preservare e valorizzare questo nostro modello produttivo. Occorre offrire ai piccoli imprenditori gli strumenti per aggregarsi e fare massa critica affinchè possano continuare a portare nel mondo l’eccellenza della manifattura italiana”.
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