Occupazione Rete Imprese Italia: occorrono flessibilità negli orari e contratti innovativi

Occupazione Rete Imprese Italia: occorrono flessibilità negli orari e contratti innovativi

Per Expo Milano 2015, inoltre, Rete Imprese Italia sottolinea la necessità di introdurre una disciplina del contratto a tempo determinato che elimini le causali oggi richieste per i contratti a termine superiori ai 12 mesi.

di: Redazione ImpresaCity del 22/10/2013 11:00

Economia
 
“Se siamo d’accordo che il lavoro non si crea per decreto, allora i provvedimenti per l’occupazione debbono intrecciarsi con misure per rilanciare l’economia e incentivare i consumi”. Lo ha affermato Ivan Malavasi, presidente di Rete Imprese Italia, di fronte alla Commissione Lavoro della Camera nel corso di una indagine conoscitiva sulle misure per affrontare l’emergenza occupazionale, in particolar modo giovanile.
“Rete Imprese Italia ritiene – ha aggiunto Malavasi - che le politiche del lavoro vadano riorientate verso l’impresa diffusa e i sistemi dell’artigianato e del terziario di mercato, sistemi che impiegano la maggioranza degli occupati italiani”.
A tale proposito, la ripresa dell’occupazione e l’incremento della produttività, secondo Rete Imprese Italia, non possono prescindere dalla flessibilità degli orari di lavoro e dalla possibilità per le imprese di ricorrere a tutte le forme contrattuali disponibili.
“Queste esigenze di flessibilità – ha sottolineato Malavasi – sono particolarmente sentite dalle imprese dell’artigianato e del terziario di mercato, che necessitano di strumenti contrattuali in grado di far fronte alla produzione nei picchi di attività”.
Per “connettere” il Paese all’Expo Milano 2015, inoltre, Rete Imprese Italia considera decisivo introdurre, nel biennio 2014/2015, una disciplina del contratto a tempo determinato che elimini le causali oggi richieste per i contratti a termine superiori ai 12 mesi.
“E’ infine necessario – ha concluso Malavasi – un intervento sui costi complessivi del lavoro e, in particolare, dell’apprendistato, riducendone le aliquote contributive, e dei contratti a termine trasformati in contratti a tempo indeterminato, per i quali andrebbe prevista la restituzione integrale dell’addizionale Aspi”.
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