Ibm sulla strada del recupero di profittabilità

Ibm sulla strada del recupero di profittabilità

Il secondo trimestre fiscale segna ancora una flessione, ma più contenuta rispetto al quarter precedente. Si guarda al futuro con contenuto ottimismo.

di: Redazione Impresa City del 19/07/2013 10:49

Economia
 
Dopo un primo trimestre duro, per Ibm iniziano a intravedersi spiragli di luce, tanto da far pensare a un recupero di profittabilità già nella seconda parte dell’anno. Alcuni segnali di ripresa sono inequivocabili e contrastano un andamento generale ancora non positivo, con punte di difficoltà soprattutto fra i server Risc/Unix e x86.
Il giro d’affari complessivo è sceso del 3,3%, per un totale di 24,94 miliardi di dollari. Anche l’utile netto è calato, precisamente del 16,9% (3,23 miliardi di dollari), anche a causa di un miliardo speso per riduzioni d’organico.
Qualche segnale di ripresa arriva dal mondo dell’hardware. Le vendite di mainframe sono salite del 10%, mentre si conferma la discesa dei sistemi Power, anche se il meno 25% è migliore del meno 32% del precedente trimestre. Complessivamente, il Systems & Technology Group ha ritrovato la profittabilità su base operativa. Continua a pesare negativamente la parte dei System x, che ha segnato una flessione dell’11%. Fra le altre cifre di questo comparto, si segnalano l’aumento del 6% nelle vendite di chip Oem e il calo del 7% dello storage su disco e nastro.
Il Software Group continua a essere il principale generatore di profitto per Ibm. I 6,42 miliardi di dollari di giro d’affari rappresentano una crescita anno su anno del 4,1%, ma soprattutto generano un margine lordo dell’88,8%. Fra i singoli brand, quello che è andato meglio è l’ex Lotus, oggi battezzato Social Workforce Group, cresciuto del 22%, anche grazie all’acquisizione di Kenexa. Bene anche il resto, però, a cominciare da Tivoli (+ 13%) e Rationaò (+ 12%).
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