Lavoro, Rete Imprese Italia: contratti a termine liberi per tre anni

Lavoro, Rete Imprese Italia: contratti a termine liberi per tre anni

Ivan Malavasi, Presidente di Rete Imprese Italia: "Non è più rinviabile un intervento che punti alla revisione del cuneo fiscale e retributivo".

di: Redazione ImpresaCity del 15/07/2013 10:35

Economia
 
“Per il lavoro e per i giovani Rete Imprese Italia chiede una misura forte e straordinaria: contratti a termine liberi sull’intero territorio nazionale per tre anni fino al 30 giugno 2016”.
Lo ha dichiarato Ivan Malavasi, Presidente di Rete Imprese Italia, durante l’audizione alla commissione Lavoro del Senato sul Dl 76/2013, che contiene, tra l’altro, interventi per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, e della coesione sociale. Nel corso dell’audizione, Malavasi ha affrontato, fra l’altro, anche la questione del cuneo fiscale e retributivo e lo slittamento dell’aumento Iva.
“Non è più rinviabile - ha affermato il Presidente di Rete Imprese Italia - un intervento che punti alla revisione del cuneo fiscale e retributivo,  finalizzato a diminuire il costo del lavoro e a incrementare la competitività del sistema produttivo italiano, e che sia accompagnato da una effettiva semplificazione delle norme in materia di lavoro e degli adempimenti burocratici relativi”.
Malavasi ha quindi evidenziato ai membri della commissione Lavoro del Senato la necessità di introdurre una serie di modifiche al Dl 76/2013 con particolare attenzione all’apprendistato professionalizzante
. Malavasi ha sottolineato anche le critiche di Rete Imprese Italia sulla copertura finanziaria del provvedimento. “Gli aumenti previsti per gli acconti Irpef, Ires e Irap – ha spiegato il Presidente di Rete Imprese Italia – avranno inevitabili conseguenze sugli oneri finanziari a carico delle attività produttive, già messe a dura prova dalla crisi economica, penalizzando le imprese, in particolare quelle dell’artigianato e del terziario di mercato”.
Pieno apprezzamento Malavasi ha espresso, invece, per la neutralità fiscale riconosciuta a tutti gli indennizzi assicurativi, ricevuti dalle imprese colpite dal sisma del maggio 2012, sotto qualsiasi forma.
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