R.E TE. Imprese Italia: pressione fiscale insostenibile, IMU va modificata

R.E TE. Imprese Italia: pressione fiscale insostenibile, IMU va modificata

R.E TE. Imprese Italia: "L’IMU va modificata perché, in una fase in cui la crisi sembra non finire mai e con una pressione fiscale già a livelli record, grava in maniera consistente sulle imprese".

di: Redazione ImpresaCity del 11/06/2013 14:05

Economia
 
R.E TE. Imprese Italia sottolinea i gravi effetti negativi dell’IMU sul patrimonio immobiliare evidenziando il suo particolare aggravio impositivo sui settori dei servizi e della produzione che non hanno beneficiato, in alcun modo, di qualche attenuazione dell’imposta, né in fase di determinazione della base imponibile da parte dello Stato, né in fase di determinazione delle aliquote da parte dei Comuni.
E’ quanto si legge in una nota di R.E TE. Imprese Italia in occasione dell’audizione presso la Commissione Finanze del Senato in materia di tassazione degli immobili.
Per R.E TE. Imprese Italia l’IMU va, dunque, modificata perché, in una fase in cui la crisi sembra non finire mai e con una pressione fiscale già a livelli record, continuare a gravare in maniera così consistente sulle imprese, soprattutto quelle del terziario di mercato e dell’artigianato, non solo si penalizzano le loro potenzialità di crescita, ma si mette a rischio la loro stessa sopravvivenza.
R.E TE. Imprese Italia ribadisce, pertanto, la necessità di escludere dall’imposizione tutti gli immobili strumentali all’attività d’impresa, in quanto si tratta di beni che non rappresentano una forma di accumulo di patrimonio, o quantomeno di attenuare, nell’immediato, l’impatto dell’IMU su tali immobili dimezzando l’aliquota o prevedendo la deducibilità di tale imposta dal reddito d’impresa determinato ai fini delle imposte sui redditi (Irpef/Ires) e dell’Irap. In quest’ultimo caso, l’IMU dovrebbe essere inquadrata e modulata quale imposta sui servizi locali (la cosiddetta “service tax”) e non come mera imposta sul patrimonio, rappresentando così un costo inerente all’attività economica svolta. Una soluzione che rientrerebbe, peraltro, in quel processo di semplificazione impositiva ed amministrativa indispensabile per sostenere lo sviluppo delle imprese e dell’economia reale.
Nell’ambito di una riforma complessiva dell’imposizione sul patrimonio immobiliare, inoltre, non si può prescindere dalla riforma del catasto, riprendendo i principi contenuti nel disegno di legge delega di riforma fiscale, naturalmente senza ulteriori aggravi per i contribuenti sulla tassazione immobiliare.
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