Unioncamere: con la crisi più microcredito e imprenditoria sociale

Unioncamere: con la crisi più microcredito e imprenditoria sociale

Oltre 55mila soggetti hanno beneficiato nel 2011 di un prestito utilizzando uno dei 216 programmi di microcredito avviati in Italia.

di: Redazione ImpresaCity del 31/05/2013 14:40

Economia
 
Microcredito in forte crescita negli anni della crisi. Dei 216 programmi avviati in Italia hanno infatti beneficiato oltre 55mila soggetti. Tra questi, sicuramente molte imprese che fanno parte del variegato mondo non-profit, formato da oltre 120mila operatori economici che, con diverse forme organizzative e diverse ragioni sociali, costituiscono l’universo del Terzo Settore in Italia.
Infatti, esso oltre a svolgere un ruolo  sempre più importante di risposta ai diversi bisogni di welfare della società, riveste anche una funzione economica di tutto rilievo, con i suoi 380mila dipendenti e 70mila volontari stimati e i 5 milioni di utenti che hanno trovato risposta alle proprie necessità soprattutto in materia socio-assistenziale e sanitaria, educativa e diretta all’inserimento lavorativo per soggetti in condizioni di svantaggio. Questi alcuni degli elementi che emergono da due Rapporti promossi da Unioncamere.  
In un momento tra i più delicati della nostra storia, l’importanza del welfare come strumento per contrastare e alleviare gli effetti della crisi economica sulla società deve confrontarsi con la necessità di rientro dall’esposizione debitoria del Paese”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “L’assenza di risorse ha quindi condotto il mondo della solidarietà a rivestire un ruolo anche economico oltre che sociale: nascono e si sviluppano così esperienze quali il microcredito e l’impresa sociale, che piegano finanza e profitto al sostegno delle famiglie, dell’occupazione e della microimprenditorialità”.    
Il 56% dei programmi di microcredito sono stati indirizzati alla creazione di imprese,  agevolando la nascita di 5.685 nuove attività, grazie a prestiti complessivamente pari a oltre 83 milioni di euro; l’importo medio a favore delle start up è stato pari a circa 14.700 euro. Alle esigenze definite “indistinte” è comunque rivolto il maggior numero di programmi avviati, di prestiti concessi e il valore più consistente di somme erogate.
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