Imprese: la Blue economy vale 120 miliardi di euro

Imprese: la  Blue economy vale 120 miliardi di euro

Presentato il 2° Rapporto Unioncamere sull’Economia del Mare. Oltre 210mila aziende operative e 800mila occupati.

di: Redazione ImpresaCity del 24/04/2013 15:50

Economia
 
Evidenziare il valore reale dell’Economia del mare; promuoverne il riconoscimento a livello istituzionale e il ruolo delle Camere di Commercio per il suo sviluppo; mettere a sistema i progetti e le risorse della rete camerale italiana e implementare una policy di sistema; orientare l’Economia del mare verso uno sviluppo economico, sociale e ambientale che sia sostenibile e integrato. Questi gli obiettivi nell’agenda della prima edizione degli Stati generali delle Camere di commercio sull’economia del mare - promossi da Unioncamere in collaborazione con la Camera di commercio di Latina – e svoltisi a Gaeta nell’ambito della  6^ edizione dello Yacht Med Festival.  
“L’economia del mare – ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - è come un ‘cuore blu’ che pulsa al fondo del sistema produttivo del Paese. Una risorsa strategica straordinaria che in questi anni di crisi ha continuato a battere anche a ritmi più veloci rispetto al resto dell’economia.  Abbiamo il dovere di assecondare e alimentare questo battito per sostenere i territori e aiutare l’Italia a ritrovare il percorso della crescita. Il sistema camerale, con gli stati generali dedicati all’economia del mare, ha raccolto una sfida importante sui cui si impegna ad affiancare il mondo delle imprese e delle associazioni e a lavorare con le altre istituzioni per rafforzare un pezzo del tessuto economico nazionale che è fondamentale per l’innovazione e la sostenibilità del nostro modello di sviluppo”.  
Nell’ambito degli Stati generali sono state individuate alcune tematiche giudicate prioritarie dalle Camere di commercio - trasporto e turismo - su cui sviluppare linee di azione, interventi, progetti sia autonomamente sia in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati, nei singoli territori e tra territori diversi.
Per entrambe, le iniziative che il sistema camerale si propone di intraprendere incroceranno cinque temi strategici: competitività delle filiere, formazione delle competenze, internazionalizzazione, semplificazione e sistemi di monitoraggio a sostegno di policy dedicate. In occasione del meeting, è stato presentato il 2° Rapporto sull’Economia del Mare - realizzato da Unioncamere con il contributo tecnico di CamCom-Universitas Mercatorum - che fotografa il contributo del comparto “blu” della nostra economia alla produzione di ricchezza e occupazione, dal quale si scopre che per ogni euro di valore aggiunto prodotto direttamente, il mare ne attiva quasi altri due nel resto dell’economia.
Nonostante la crisi, nel periodo 2009-2011 l’economia del mare ha dato segni importanti di tenuta, sia sotto il profilo occupazionale sia sotto quello imprenditoriale. Sul fronte del lavoro, il comparto si addirittura mosso in controtendenza rispetto al complesso dell’economia: a fronte della perdita totale nel periodo di 97.000 posti di lavoro (-0,4%), l’economia del mare ha fatto segnare un incremento stimato di 11.000 unità (+1,4%), con un notevole impulso derivante dalle attività di ricerca ed in misura minore dalla componente turistica.
Sul fronte delle imprese, invece, nel triennio 2010-2012 il tessuto imprenditoriale (costituito da circa 210mila imprese) è aumentato di quasi 7.000 unità, ad un ritmo quindi del 3,4%, decisamente superiore allo 0,1% osservato per il totale dell’economia economia.
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