Telecom, un benvenuto al possibile ingresso di Hutchinson

Telecom, un benvenuto al possibile ingresso di Hutchinson

L’ingresso dei cinesi in Telecom pone non pochi problemi riguardo al controllo dell'infrastruttura e potrebbe accelerare il processo di scorporo della rete

di: Piero Macrì del 16/04/2013 16:08

Economia
 
La grande questione dello scorporo della rete telecom e dell’apertura di una nuova fase progettuale dell’infrastruttura digitale del Paese - con l’affidamento della governance a una società terza che vedrebbe il coinvolgimento potenzialmente attivo di tutti gli operatori telco presenti sul territorio nazionale - è caduta nel dimenticatoio. L’impasse politico ha posticipato future possibili evoluzioni del progetto.
Ma nell’ultimo Cda di Telecom - oggetto primario di discussione la possibile integrazione di 3 Italia in relazione all’ipotesi di compartecipazione azionaria di Hutchinson Whampoa, gruppo che controlla il quarto operatore mobile italiano - si è aperto qualche spiraglio.
D’altra parte l’ingresso dei cinesi in Telecom porrebbe non pochi problemi riguardo al controllo di una risorsa di inestimabile valore per lo sviluppo dell’economia nazionale. Il presidente Franco Bernabè – come riportato  dal Sole 24 ore  - “ha ribadito di voler andare nella direzione dello scorporo della rete, indipendentemente dalle trattative con Cdp (che in questo momento è in fase di rinnovo dei vertici). Il consiglio ha chiesto al management di formulare una valutazione economica del tratto di rete che si vorrebbe conferire alla newco che ancora non è stata presentata al board e ha quindi deliberato di dare mandato al management a definire il percorso operativo di fattibilità per la separazione della rete di accesso”.
Nel frattempo i vari operatori, tra questi Vodafone,  proseguono in ordine sparso al potenziamento della propria infrastruttura con alchimie tecnologiche legate alla disponibilità della fibra esistente sul territorio e approntamento di  interconnessioni  FTTH (Fiber to the home), dove possibile, o FTTC (Fiber to the Cabinet).
L’ad di Wind, Maximo Ibarra, in occasione  dell’annuncio dell’investimento miliardario per la realizzazione della nuova rete LTE, in partnership con Huawei e Sirti, ha affermato che "lo scorporo della rete Telecom, insieme con una governance solida che possa gestire l'innovazione tecnologica è un elemento innovativo e moderno che può consentire agli operatori alternativi di competere in modo più efficace avendo tutti lo stesso accesso alla rete in fibra e rame".
Da parte degli operatori esiste una convergenza di interessi nello scenario che si andrebbe a configurare con una gestione indipendente degli asset infrastrutturali. Ma è da più di un anno che si discute sull’idea di creare una newco affidata a un soggetto terzo indipendente come CDP.
I tempi della politica sono infiniti. Eppure,  se la partecipazione in Telecom di Hutchinson servisse ad accelerare il processo di spinoff della rete, saremmo ben lieti di dar loro il più sincero benvenuto.
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