Le priorità della Milano del futuro: lavoro e burocrazia zero

Le priorità della Milano del futuro: lavoro e burocrazia zero

Il presidente della CdC di Milano Sangalli: “Una città più attrattiva, una smart city con burocrazia 0. Camera di commercio disponibile a gestire lo Sportello Unico per le imprese”.

di: Redazione ImpresaCity del 25/04/2013 11:00

Economia
 
In quale settore investire per il futuro di Milano? Sia tra la popolazione sia tra le aziende sembrano esserci pochi dubbi, il lavoro è al primo posto. Gli investimenti preferenziali sono da attribuire a lavoro e formazione per 6 cittadini su 10 e quasi 7 aziende su 10.
Tra i milanesi, molto alte le preferenze per investire in innovazione e ricerca (tot. indicazioni 3,5 cittadini su 10) e welfare/sanità (tot. indicazioni 3,6 cittadini su 10). Tra le aziende, molto alte le preferenze per creare un contesto favorevole allo sviluppo (per quasi 5 su 10 aziende), e poi – in modo simile ai cittadini – innovazione/ricerca e welfare (4 su 10).
Emerge dal  sondaggio su “Milano al futuro” a cura della Camera di commercio attraverso l’ISPO di Renato Mannheimer.
Bisogna tornare a progettare il futuro di Milano – ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano - per individuare le azioni più efficaci da realizzare adesso. È necessario sviluppare un dibattito e coinvolgere i tanti protagonisti di questa città, a partire dalle imprese che giorno dopo giorno contribuiscono a questi risultati nella capitale economica del Paese. Per uscire dalla crisi dobbiamo costruire tutti insieme una città più attrattiva, una città intelligente – una smart city - con burocrazia zero, in grado di attirare sul nostro territorio talenti e investitori esteri. Come iniziativa immediata la Camera di commercio è disponibile a gestire lo Sportello unico per le imprese in piena collaborazione con le altre istituzioni del territorio. Con lo Sportello unico l’imprenditore ha il grande vantaggio di rivolgersi ad un solo ufficio di una pubblica amministrazione che fa da punto di riferimento per i vari adempimenti amministrativi previsti dalla legge”.  
Per quasi 6 milanesi su 10 la qualità della vita in città migliorerà o resterà comunque alta (una quota simile tra gli imprenditori), per 9 aziende su 10 e per 8 cittadini su 10 Milano sarà sempre più città cosmopolita ed internazionale, con una vita notturna sempre più vivace (per oltre 8 cittadini su 10, una percentuale simile tra gli imprenditori), una città tollerante che unirà gruppi e persone diversi per provenienza sociale, etnia e stile di vita (per 8 milanesi su 10), mentre per 6 rispondenti su 10 (imprese e popolazione) la solidarietà verso gli immigrati aumenterà/resterà alta come ora.
Più complicata la situazione per l’occupazione: se infatti circa 7 cittadini su 10 e 6 imprenditori su 10 ritiene che l’offerta di lavoro nel futuro diminuirà o rimarrà come ora, si intravede un barlume di ottimismo: infatti il 25% delle imprese considera che le opportunità di lavoro aumenteranno, rispetto al 22% che si aspetta al contrario un trend in discesa.
Le percezioni di popolazione e imprese convergono con lievi differenze nell’immaginare con maggioranze larghe (tra l’80% e il 70%) una città che sarà sempre più disuguale (con un’accentuazione tra i più giovani), in cui sarà difficile trovare un’abitazione a prezzi accessibili (con un’accentuazione tra i 35-44enni), dove la presenza di mafia e ‘ndrangheta sarà alta (lo pensano soprattutto gli imprenditori del settore costruzioni). E ancora circa 7 cittadini su 10 e 6 imprenditori su 10 ritiene che l’offerta di lavoro nel futuro sarà bassa/diminuirà.
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