CGIA Mestre: l’attuale crisi più pesante di quella del ‘29

CGIA Mestre: l’attuale crisi più pesante di quella del ‘29

In questi ultimi anni la contrazione degli investimenti è stata doppia rispetto a quella registrata negli anni Trenta

di: Redazione ImpresaCity del 03/05/2013 11:15

Economia
 
Gli effetti negativi della crisi economica che stiamo vivendo in questi ultimi anni sono più pesanti di quelli registrati negli anni Trenta. A dirlo è la CGIA di Mestre che ha messo a confronto l’andamento di alcuni indicatori economici censiti nei periodi 1929-1934 e 2007-2012.

Ecco i risultati:
  • Pil – a livello aggregato la ricchezza prodotta dal Paese al netto dell’inflazione durante la crisi degli anni Trenta è diminuita del 5,1%. Tra il 2007 e il 2012 la contrazione è stata del 6,9%; 
  • Pil pro capite – la ricchezza prodotta per singolo abitante al netto dell’inflazione, invece, è scesa durante la Grande crisi dell’8,6%, in questi ultimi anni del 9,4%; 
  • Investimenti – se tra il 1929 e il 1934 la contrazione fu del 12,8%, tra il 2007 ed il 2012 il calo è stato del 27,6%, più del doppio rispetto a quanto accaduto 80 anni fa; 
  • Consumi delle famiglie – negli anni Trenta la caduta fu drammatica: -9,4%. In questi ultimi anni la diminuzione è stata del 5%. 
“La gravità della situazione – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – richiede la formazione di un Governo forte ed autorevole che in tempi brevi inverta la politica economico/fiscale praticata in questo ultimo anno e mezzo. Basta con l’austerità ed il rigore che stanno provocando un aumento preoccupante della disoccupazione. Bisogna, invece, ridurre le tasse e rilanciare i consumi delle famiglie, altrimenti per la gran parte delle piccole imprese non c’è futuro. Visto che in Europa nel decennio scorso il 58% dei nuovi posti di lavoro sono stati creati dalle piccole imprese con meno di 10 addetti, se non aiutiamo queste ultime non possiamo sperare di combattere efficacemente la disoccupazione”. 
E’ chiaro, sottolinea la CGIA, che questa comparazione presenta dei limiti riconducibili all’incompletezza delle statistiche riferite agli anni Trenta. Pertanto, i risultati vanno presi con le molle, anche se ci consentono di realizzare una comparazione che ci ribadisce la gravità della situazione che stiamo vivendo.
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