CGIA Mestre: per le Pmi in arrivo una stangata estiva fino a 25.700 Euro

CGIA Mestre: per le Pmi in arrivo una stangata estiva fino a 25.700 Euro

Tra le tassa da pagare nei prossimi mesi ci sono versamenti Inps, iscrizione alla Camera di Commercio, Imu e Tares.

di: Redazione ImpresaCity del 25/03/2013 09:47

Economia
 
Secondo uno studio della CGIA di Mestre tra giugno e luglio lavoratori autonomi e piccoli imprenditori dovranno affrontare una serie di scadenze fiscali che metteranno a dura prova i loro conti. Bisognerà infatti versare i contributi Inps, pagare la tassa annuale di iscrizione alla Camera di Commercio, la prima rata dell’Imu e della Tares, oltre all’autoliquidazione Irpef – che prevede il saldo 2012 e l’acconto 2013: tutti questi versamenti peseranno sulle tasche di questi contribuenti fino a 25.700 euro circa.
Le simulazioni sono state realizzate dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre che ha preso in esame 4 diverse tipologie aziendali. Ecco i risultati:
  • un commerciante pagherà tra i 4.452 e i 4.676 euro;
  • un artigiano tra i 6.948 e i 7.206 euro;
  • una società di persone con 2 soci e 4 dipendenti tra i 17.733 e i 18.409 euro
  • una società di capitali con 2 soci e 10 dipendenti tra i 25.401 e i 25.737 euro.
In una fase in cui le piccole e micro imprese sono sempre più stressate dal fisco e a corto di liquidità – esordisce il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi – l’appuntamento fiscale di inizio estate rischia di spingerne moltissime fuori mercato. Per questo invitiamo i leader politici a trovare un accordo, affinchè si costituisca in tempi brevi un Governo che affronti le emergenze economiche che sono sul tappeto. Mi riferisco alla necessità di alleggerire l’impatto economico che avrà la nuova tassa sull’asporto rifiuti (Tares) e di scongiurare  l’aumento dell’Imu sui capannoni, altrimenti molti piccoli imprenditori saranno costretti, loro malgrado,    a chiudere definitivamente i cancelli o le saracinesche delle proprie attività. Inoltre, bisogna assolutamente evitare che dal 1° luglio si verifichi l’aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 22%. Se ciò non avverrà, i consumi subiranno un’ ulteriore contrazione, penalizzando proprio le piccolissime imprese che vivono quasi esclusivamente della domanda interna. Infine, bisogna immettere liquidità al sistema economico, agevolando l’accesso al credito e sbloccando da subito i 70 miliardi di pagamenti che la Pubblica amministrazione deve alle imprese”.
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