Jeff Bezos, Amazon e la sfida digitale

Jeff Bezos, Amazon e la sfida digitale

L'acquisizione di WholeFoods proietta il gruppo verso un’ennesima sfida: la trasformazione e razionalizzazione di un business di vendita tradizionale in un modello ibrido fisico-digitale

di: Piero Macrì del 25/08/2017 12:12

Cloud Computing
 
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Di tutte le aziende che hanno segnato la trasformazione del mercato globale nel corso degli ultimi ventanni, Amazon è senz’altro uno degli esempi più virtuosi. La capacità del suo fondatore, Jeff Bezos, di estendere progressivamente nel tempo le sue attività partendo dal core business dell’e-commerce sono state sorprendenti.

L’avventura, iniziata in quel di Seatttle nel lontano 1994, ha avuto il suo prologo con l’apertura della più grande libreria digitale al mondo mettendo a catalogo 1 milione di titoli. Secondo la cronaca il primo libro venduto su Amazon fu “Fluid Concept and Creative Analogies: Computer Models of the Fundamental of Thought”, di Douglas Hofstadter, testo che esplorava le possibilità di associare l’intelligenza creativa e artificale al mondo del computing. Una incredibile coincidenza poiché le teorie discusse in quel libro sono un po’ il fondamento o la metafora dell’incredibile ascesa di Amazon. La prima vittima di quella nuova visione e modello di business fu Barnes & Noble che fino ad allora era stata la libreria americana per antonomasia.

Oggi su Amazon si può comprare di tutto ed è diventato il megastore di riferimento dell’online market. Il percorso di crescita è stato costellato da una serie di intuizioni che hanno consentito al colosso di internet di differenziare il business in modo del tutto originale. Sempre e comunque le mosse di cui si è resa protagonista Amazon negli anni a venire sono state innescate da un’idea ben precisa: utilizzare la logica del digitale come motore abilitante nuovi modelli di business. In questo senso possono essere letti tutti i più importanti passaggi che nell’arco di un ventennio hanno permesse a Bezos di mettere a punto quella che senza retorica si può definire una vera galassia digitale.

Nel 2015 la capitalizzazione di Amazon ha superato quella di Walmart, il più popolare punto di vendita del mercato americano, segnando la definitiva svolta nel mondo della grande distribuzione. Ma limitare il successo di Amazon alla sola ventrina digitale è in parte riduttivo. La costante di Bezos è stato sapere reinventare i mercati. Non è un caso che la startup degli anno novanta sia riuscita a superare indenne la crisi delle dotcom, la bolla finanziaria che portò al crollo del Nasdaq . Quotata in borsa a partire dal 1997 raggiunse il primo miliardo di dollari di fatturato nel 2001 traguardo che portò il gruppo a ottenere i primi profitti che, seppure modesti, lasciavano intravedere opportunità che fino ad allora i mercati stentavano a riconoscere.

Iniziò così negli anni duemila il percorso di crescita che hanno portato Amazon a un fatturato di 135 miliardi di dollari e una capitalizzazione superiore ai 500 miliardi di dollari. Percorso costellato da una serie di ampliamenti organici al business dell’e-commerce, si pensi al Kindle, l’e-reader introdotto nel 2007, e alla grande intuizione di rendere la propria infrastruttura informatica un servizio pubblico diventando così il pioniere del cloud computing e successivamente il leader indiscusso del modello di business che ha contribuito a una trasformazione radicale nella fruizione dei servizi di Information Technology.

Non si deve poi dimenticare l’acquisizione del Washington Post, icona del giornalismo americano, rilevato nel 2013 per 250 milioni di dollari, operazione che ha rinnovato la sfida di Bezos nel progettare e rendere sostenibile un’impresa compromessa dall’affermazione di internet e dal modello digitale. E, ancora, la più grande e importante operazione compiuta finora da Amazon, vale a dire l’acquisizione di WholeFoods per la cifra monster di 13, 7 miliardi dollari. che assicura a Bezos il controllo del gigante della distribuzione del cibo biologico proiettando il gruppo verso un’ennesima sfida, diversa ma sempre uguale: la trasformazione e razionalizzazione di un business di vendita tradizionale attraverso l’utilizzo di tecnologia evoluta che vede nell’affermazione di un modello ibrido fisico-digitale l’opportunità per garantire un’evoluzione sostenibile e di successo.

Secondo gli analisti finanziari di Barclays Amazon ha tutte le premesse per poter diventare una delle prime società a superare il valore di mercato di 1.000 miliardi di dollari: “Il punto è quando non se lo diventerà”, ha dichiarato Ross Sandler, analista della banca britannica.
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