Il martedì nero di AWS

Il martedì nero di AWS

Dalle 19 alle 22 di martedi scorso il servizio S3 di Amazon Web Services (Aws) è andato in tilt e con esso una buona parte del Web e delle applicazioni che si appoggiano all'infrastruttura del cloud provider

di: Redazione del 01/03/2017 10:42

Cloud Computing
 
Martedì 28 febbraio il servizio S3 di Amazon Web Services (Aws) è andato in tilt e con esso una buona parte del Web e delle applicazioni che si appoggiano al colosso di Seattle per funzionare. S3 ha smesso sostanzialmente di funzionare dalle 19 di martedì (ora italiana) nella regione Us-East-1, con data center localizzati nella parte settentrionale della Virginia. Verso le 22 dello stesso giorno il colosso di Seattle ha comunicato via Twitter di aver risolto almeno il malfunzionamento della dashboard. La situazione è poi lentamente tornata alla normalità. Al momento però non si conoscono le cause esatte del disservizio anche se, a differenza di quanto successo lo scorso ottobre a Dyn, colpito da un massiccio attacco Ddos, sembrano essere escluse operazioni hacker.

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Tra i siti che hanno sofferto dell’interruzione del servizio, ripristinato poi nella notte italiana e causato da un non meglio specificato “alto tasso di errori”, spiccano Docker Hub, Trello, Travis CI, Github e Gitlab, Quora, Medium, Signal, Slack, la nuvola di Adobe e di Zendesk, Mailchimp, Citrix, Expedia, Flipboard e Yahoo! Mail. Ma, considerando che S3 è utilizzato da oltre 148mila siti in 121mila domini unici, si capisce che la portata potenziale del danno è stata sicuramente maggiore.

Il blackout ha colpito anche numerosi dispositivi IoT, come lampadine e sensori intelligenti, in quanto molti sistemi di backend (e le app che permettono agli utenti di gestire gli oggetti connessi) si appoggiano ad Aws. Tra questi ci sono i prodotti di Nest, sussidiaria di Alphabet da poco sbarcata anche in Italia. Molti clienti del provider si sono lamentati durante il caos di ieri perché la dashboard di Amazon Web Services non segnalava i problemi. Si è poi scoperto che lo stesso cruscotto dipendeva da S3 per funzionare correttamente.


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