Data4, dalla colocation alle infrastrutture ibride

Data4, dalla colocation alle infrastrutture ibride

La società francese cresce al ritmo del 35% all’anno e quest’anno inaugurerà un nuovo data center a Milano. L’avvio di Digital Hub apre nuovi sviluppi.

di: Roberto Bonino del 03/02/2017 15:36

Cloud Computing
 
In dieci anni di storia. Data4 è diventata uno dei principali attori della colocation in Francia (paese di origine) e in Italia (dov’è presente direttamente dal 2013), tanto da rappresentare il 50% di tutto il olivier-micheli2.jpgmercato dell’area di Milano e il 40% di quello di Parigi: “Abbiamo accelerato il nostro ritmo di crescita – ha sottolineato Olivier Micheli, direttore generale di Data Group – e siamo passati dall’avvio di un nuovo data center ogni nove mesi a uno ogni sei mesi. Nel 2017, inaugureremo una nuova infrastruttura in Italia, arrivando a quattro totali e due in Francia”.
Sostenuta dall’inizio dal fondo Colony Capital, la società sta perseguendo un piano di sviluppo, che ha già attraversato alcune fasi importanti. La prima, dal 2007 al 2014, è servita per costruire le infrastrutture, che oggi sono 14 in totale (Francia, Italia e Lussemburgo), mentre fino al 2016 l’impegno si è concentrato sulla connettività dei data center, divenuta, secondo Micheli, importante quanto la climatizzazione o il consumo energetico. In questo modo, alla fine dello scorso anno, la potenza elettrica complessiva dei campus ammontava a 60 Mw in Italia e 100 in Francia. Solo nel 2016 sono stati commercializzati 10 Mw, due dei quali da noi.
I clienti di Data4 si dividono fra imprese e cloud provider ed è da questo dato che si desume la terza fase di sviluppo, che catalizzerà il 2017 e si fonderà sulla convergenza: “L’impresa è divenuta estesa e collegata in modo interattivo con il proprio ecosistema – ha commentato Micheli -. Il data center è ormai il crocevia digitale della comunicazione”. Su questa riflessione, si basa il lancio di Digital Hub, una piattaforma di servizi, che consente alle aziende di interconnettere le proprie infrastrutture interne con altre esterne, collegando fra loro i servizi già portati in cloud e questi alle applicazioni ancora residenti on-site. L’offerta si struttura in opportunità di accesso diretto per gli operatori, facility di storage e servizi di calcolo ad alte prestazioni. Office 365, Salesforce, Oracle e Cisco Webex sono parte di un centinaio di fornitori e servizi, che possono divenire accessibili in meno di una settimana, attraverso collegamento fisico, dedicato e sicuro come una Vpn. I clienti hanno accesso a tutto l’insieme, ma pagano solo quello che utilizzano.
In un certo senso, questo passo anticipa una tendenza che Data4 rileva sul mercato e che porta verso l’affermazione delle infrastrutture ibride: “Entro il 2020 prevediamo una diminuzione del 5% dei data center aziendali – ha rimarcato Micheli – e una parallela crescita del 10% dell’esternalizzazione delle infrastrutture di colocation in data center”. In base a uno studio di Datacenter Dynamics, commissionato dalla società, nei prossimi anni in media il 3,6% dell’It aziendale migrerà verso il cloud pubblico e il 2,4% verso i data center in colocation.
La successiva fase di sviluppo per Data4, con orizzonte 2018, sarà improntata al data center intelligente, capace di integrare ciò che deriva da tendenze industriali come l’IoT per offrire ed elaborare un maggior numero di informazioni utili per chi è chiamato a gestirli e amministrarli.
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