Oracle lancia la sfida ad Aws nel cloud

Oracle lancia la sfida ad Aws nel cloud

All’OpenWorld 2016, Larry Ellison ha puntato l’attenzione sulla Release 2 del Database 12c, ma soprattutto sulle novità in area IaaS e PaaS.

di: Redazione ImpresaCity del 22/09/2016 12:27

Cloud Computing
 
L’edizione 2016 dell’OpenWorld è servita a Oracle per focalizzare l’attenzione sulle proprie ambizioni nel mondo cloud. Numerose novità sono andate a rimpolpare le offerte in ambito IaaS e PaaS, in modo particolare.
Oracle Cloud Platform as a Service, storicamente orientata verso lo sviluppo e l’implementazione di applicazioni Java, si apre ora a nuovi linguaggi. Il servizio Application Container Cloud, infatti, supporta anche Php e Node.js, ampliando la scelta per gli sviluppatori. Inoltre, applicazioni composte attraverso diversi servizi PaaS possono essere create e gestite come una sola unità, con il modulo Cloud Stack Manager. Il costruttore ha anche promesso che con Application Builder Cloud Service diventa possibile creare applicazioni specializzate senza disporre di conoscenze spinte di programmazione, soprattutto grazie all’utilizzo di Api preconfigurate o personalizzabili basate su un catalogo di servizi Rest.
Oracle punta anche a facilitare la collaborazione fra membri di un team DevOps, poiché le funzioni di monitoraggio dei problemi e di gestione delle versioni del codice di Developer Cloud Service sono integrate con i tool di collaborazione Slack, Hipchat, Hashicorp’s Packer e Terraform.
OpenWorld 2016 è stato anche il teatro scelto per l’annuncio della Release 2 di Database 12c, ormai divenuto pilastro dell’offerta PaaS. Il prodotto è disponibile in prima battuta nel cloud del vendor californiano, in modalità Database-as-a-Service (DBaaS). La versione on premise arriverà più avanti. Oltre alle prestazioni, l’enfasi è stata posta sul potenziale incremento di produttività per i team DevOps, attraverso capacità di rapida configurazione e smontaggio di nuovi database.
Sul fronte IaaS, Larry Ellison in persona ha presentato un’offerta che ha definito 11,5 volte più rapida e del 20% meno cara rispetto a quella di Amazon Web Services. La proposta intende trarre il meglio dagli ambienti single e multi-tenant, attraverso un ventaglio di servizi, fra i quali spicca un’offerta Bare Metal, ma anche attraverso migliorie dei servizi cloud esistenti.
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