TeamSystem interpreta la trasformazione digitale: pragmatica, concreta e selettiva

TeamSystem interpreta la trasformazione digitale: pragmatica, concreta e selettiva

La 37esima Convention del Gruppo parla di Digital Transformation, mettendo al centro il cliente, per la prima volta presente all’appuntamento annuale accanto ai software partner. La illustra Federico Leproux, alla guida di TeamSystem

di: Barbara Torresani del 21/03/2016 13:12

Cloud Computing
 
La trasformazione digitale è stato il leit motif della 37esima edizione della Convention TeamSystem, svoltasi nei giorni scorsi a Rimini, a cui hanno partecipato circa 1.400 persone. Un momento di incontro e confronto per e con i software partner del vendor di sistemi ERP/gestionali italiano che, quest’anno per la prima volta, ha aperto anche a una rosa selezionata di clienti e prospect (circa 300, ndr) a testimonianza della centralità di questi.
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E’ Stefano Matera, Direttore Marketing e Canale Indiretto gruppo TeamSystem, ad anticipare il tema della due giorni riminese: “In un mondo sempre più digitale l’utente finale dei nostri applicativi è sempre più influenzatore dei nostri indirizzi e quindi va da sé che il cliente è sempre più coinvolto nel nostro business”, lasciando come di consueto l’apertura ufficiale a Federico Leproux, Amministratore Delegato, che dà il via alla kermesse declinando il tema di fondo della Digital Transformation: Oggi l’economia digitale sta cambiando il modello di relazione tradizionale. Si è passati da una relazione transazionale da cliente a fornitore e una vera partnership. Se prima infatti accadeva in modo gerarchico con un solo punto di contatto a monte e a valle della catena del valore, oggi il cliente è al centro di un sistema interconnesso, complesso e articolato che offre grandi opportunità e apre a sfide importanti in cui il successo non dipende solo dal successo del singolo ma soprattutto da quello dell’intero sistema”.
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Federico Leproux, Amministratore Delegato, gruppo TeamSystem
In questo disegno TeamSystem vuole essere il vendor di riferimento per partner e clienti. Leproux, da buon padrone di casa, fornisce alcuni numeri chiave del Gruppo che guida, oggetto di importanti trasformazioni evolutive nel corso degli anni. Fondato nel 1979, opera su due macro segmenti - aziende e professionisti -, con all’attivo 220 mila clienti fortemente fidelizzati – circa il 95% il tasso di rinnovo annuale – e 260 milioni di ricavi a fine 2015, in crescita del 9,2%. Una crescita sostenuta e corroborata dalla parte di nuova offerta afferente il cloud, che è triplicata nel corso dell’ultimo anno ed è al centro della digital transformation. E ancora: una presenza capillare sul territorio: 600 punti di vendita, assistenza e delivery tra diretta e indiretta che gli consente di avere una quota nel mercato di riferimento del 29%. Il tutto sostenuto da investimenti corposi: 500 risorse impegnate nella ricerca e sviluppo del software, 11 milioni di euro investiti annualmente nel miglioramento del prodotto e oltre 1 milione all’anno di ticket gestiti, intesi come momenti di contatto con rivenditori e clienti. 

Continuità, focalizzazione e visione
In questa veste e con questo bagaglio TeamSystem si propone a clienti e partner per accrescerne il successo. Continuità, focus e visione sono le tre caratteristiche distintive che mettiamo in campo. Siamo sul mercato da oltre 35 anni e contiamo di restarci nel futuro. Siamo all’inizio di un nuovo ciclo  - il nuovo azionista di maggioranza Hellman & Friedman, viene dalla Silicon Valley in California e ha una storia di successo nel software. La focalizzazione combina una profonda e capillare conoscenza del territorio, dei clienti e delle loro specificità con l’apertura internazionale, la professionalità e la capacità di investire di un Gruppo di valore; e poi c’è la visione dello specialista del settore che, in un mondo sempre più complesso e che evolve molto velocemente, è in grado di guidare le scelte tecnologiche di clienti e partner. Un riferimento a cui affidarsi per fare le scelte corrette in modo selettivo, dando le giuste priorità di fronte ai nuovi trend tecnologici di mercato”. 

Alcuni falsi miti sulla digitalizzazione
Ed ecco che per convincere la platea del ruolo di guida di TeamSystem, Leproux prova a esporre la visione societaria del processo di digitalizzazione di aziende e professionisti, partendo dallo sfatare alcuni falsi miti che creano resistenze al cambiamento verso la trasformazione digitale: Non è l’esigenza di fare qualsiasi cosa dovunque e da qualsiasi dispositivo – e qui si inserisce forte il tema della selettività: non è molto pratico fare la dichiarazione dei redditi o la contabilità da uno smartphone, mentre può avere un senso fare la raccolta ordini. Così come non è vero che tutto è automatico e non è più necessario il supporto. Il supporto cambierà e sarà meno tecnico e più di valore per nuovi sviluppi ad hoc e personalizzazioni con l’obiettivo di sfruttare e cogliere al massimo le potenzialità del sistema utilizzato. E poi c’è il tema del cloud. Non è vero che è molto in ritardo e non ci riguarda. L’Italia è indietro ma sta accelerando e, in ogni caso, riguarda un po’ tutti. E non è per nulla vero che o si porta tutto in cloud o nulla. TeamSystem crede in un approccio selettivo intelligente, secondo cui  possono coesistere cose in cloud e altre che rimangono on premise e insieme funzionano bene. Non ultimo il tema della sicurezza: e non è vero che sulla nuvola le cose sono meno sicure, sia in termini di privacy sia di conservazione.”
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Da parte sua TeamSystem concepisce così il cloud: “Un cloud concreto che pesca in modo selettivo tra i macrotrend i processi core che possono fare la differenza e avere un forte impatto nella vita quotidiana, come la fatturazione elettronica e la sua archiviazione, estendendolo ad altri processi core delle imprese-  aziende o professionisti – che devono essere digitalizzati e integrati. Un cloud altresì interconnesso che collega i vari sistemi: l’azienda, i fornitori, la PA, la banca, il commercialista – una dorsale che attraversa l’intera catena del valore aziendale e che apre ogni punto della catena al mondo esterno, portando efficienza nei processi interni ma aprendo anche al mondo esterno”, spiega Leproux.
Ed è ora il momento giusto per farlo: “I nostri prodotti hanno una storia ultradecennale che evolve in continuità, senza strappi. E’ un paniere di offerta ampio e integrato che copre l’intera catena del valore proposto sul mercato da una rete in grado di garantire la presenza sul territorio offrendo assistenza e supporto a valore a un’ampia base clienti molto fidelizzata”.
Il concetto di fare sistema è molto forte nel discorso di Leproux, che funziona e porta un ritorno se è il sistema stesso nella sua totalità ad evolvere. “E’ tipico dell’Italia avere la difficoltà di scalare le eccellenze che abbiamo in dimensione. Il fatto di poter avere processi condivisi, sofware sviluppati su scala magari in cloud toglie questo svantaggio della scala piccola. Volenti o nolenti tutto ciò sta accadendo in Italia. Le Istituzioni si stanno muovendo per fare accadere questa trasformazione al fine di migliorare la competitività dell’intero ecosistema Paese. Sta a noi scegliere se cogliere le opportunità che ne derivano o rimanere passivi”. 

Praticità e pragmatismo
In tutto ciò, secondo Leproux, ci vuole praticità e pragmatismo. Lo studio professionale, così come l’azienda, se evolvono verso il digitale trovano molti benefici. Non si tratta di fare grandi passi; bastano tante piccole cose che però sommate fanno la differenza: “Dall’andare fisicamente in ufficio e stampare documenti ad avere un calendario condiviso con tutti i documenti disponibili; dal dover seguire fatture cartacee e imputazioni manuali rispetto ad avere tutte le informazioni a sistema con un semplice clic; passare dalla comunicazione telefonica alla collaborazione tramite software e alla sincronizzazione dati col cliente; dal sostituire faldoni cartacei, archiviazione decennali e movimentazioni fisiche con una gestione paperless e sincronizzata. Il professionista deve diventare consulente dei propri clienti, con il sito web dello studio, sostituendo le attività a basso valore aggiunto, manuali ad alto rischio di errori e time consuming, in attività a valore aggiunto”.
TeamSystem consente di fare già ora molte di queste attività articolando la propria offerta composita lungo tra direttrici principali: collaboration – mettendo in campo fatturazione elettronica, informazioni disponibili a sistema, conservazione sostitutiva, calendario condiviso, integrazione seamless tra professionista e azienda, archiviazione in cloud; digitalizzazione dei processi; digital presence – con la presenza sul sito al fine di farsi trovar ed essere sempre connessi.
Lo fa puntando su tre caratteristiche chiave: Open Platform - con la piattaforma Polyedro per esempio - “Un fornitore non può proporre un’offerta monolitica ma deve avere un’offerta aperta, flessibile, modulare e integrabile facilmente con qualsiasi sistema proprietario del cliente anche di terze parti"; Cloud Ready -“In maniera selettiva e non fanatica. Non tutto deve essere e andare in cloud; qualcosa rimarrà on premise, altre saranno as a service e altre ancora in cloud. Secondo noi accadrà che ci sarà un core dell’offerta in private cloud in cui sarà possibile fare le personalizzazioni e le specificità della singole entità, costellato da moduli a valore aggiunto puramente cloud. Il tutto in un disegno di progressività: nulla di disruptive. Non si deve forzare nessuno a rinunciare a ciò che già per nuove tecnologie, ma puntare a un’evoluzione graduale dove ciascuno può scegliere il proprio equilibrio a seconda delle esigenze”; know-how - “In un mondo sempre più veloce e complesso le competenze sono fondamentali. TeamSystem continuerà a investire non tanto al fine di portare a casa prodotti e parco clienti ma soprattutto competenze. In questo disegno si inserisce la recente acquisizione di e-conomic, player danese attivo che sviluppa un software ERP cloud-nativo per le PMI. Di questa azienda abbiamo acquisito soprattutto le competenze delle persone che operano nel paese europeo più avanzato in termini di digitalizzazione e sviluppo informatico. Fondamentale portarsi a casa punti di vista e paradigmi culturali diversi dai nostri”. In questo senso vanno lette anche la partnership con un'azienda di sviluppo focalizzata sul cloud e sul digitale e quella con Oxatis, operatore primario con sede in Francia attivo nello sviluppo di siti e-commerce. Vogliamo intraprendere un cammino in partnership con clienti e partner, in cui il successo dipende dal successo non tanto del singolo ma dall’intera squadra. E siamo fermamente convinti di essere il vendor di riferimento per accompagnare in questo viaggio molto ambizioso aziende e professionisti,”  conclude Leproux.

Serve un cambio di mentalità
A discutere di Digital Transformation sul palco della sessione plenaria c'è Carlo Purassanta, AD di Microsoft Italia, a un anno dalla sigla della partnership con TeamSystem in direzione cloud. Una partership che ad oggi ha coinvolto circa 3 mila clienti, quelli più innovativi improntati all’internazionalizzazione per giocare in contesti più estesi e di ampio respiro.
img-3288.jpgFederico Leproux e Carlo Purassanta, AD di Microsoft Italia
“Il tema del cambiamento è oggi molto forte, una grande opportunità da cogliere; occorre però farlo proprio rimettendo in discussione alcuni assiomi”.
Al centro della trasformazione mega trend quali mobile, social, cloud, IoT, intelligenza artificiale e interfacce naturali. “Nel 2020 ci saranno 50 miliardi di oggetti connessi, 555 miliardi di cloud market, 50 trilioni di gigabyte di dati, 5 miliardi di utenti connessi ai social. Solo per citare qualche numero. L’economia Data Intensive, con i dati al centro, si pone sopra al mondo fisico e va a velocità molto superiore del passato. Uber, Airbnb, Alibaba e Netflix stanno rivoluzionando i settori di riferimento, sono esempi di digital disruption. Sono esempi virtuosi da replicare. E non c’è azienda che non sarà toccata dal fenomeno. Non significa che l’azienda tradizionale soccomberà, ma deve fare tesoro di ciò che queste start up hanno portato di nuovo; bisogna diventare start up di sé stessi”.
Il software giocherà un ruolo di primo piano in questo processo: Bisogna digitalizzare il mondo e lo deve fare chi scrive e utilizza il software, che è il più grande driver di questi tempi. La sfida per le aziende è quella di uscire dai confini angusti  tradizionali in cui si è stati finora; guardare fuori dalla propria confort zone e occupare territori che sono praterie. L’innovazione arriva, fatevi trovare preparati”, conclude il prof. Carnevale Maffé della SDA Bocconi.

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