Nuovi data center per proteggere i dati europei

Nuovi  data center per proteggere i dati  europei

Microsoft e Facebook costruiscono altri data center tutti europei

di: Redazione ImpresaCity del 26/01/2016 13:01

Cloud Computing
 
Continuano i negoziati tra Stati Uniti ed Unione Europea per un accordo sul trasferimento dei dati al di là dell’Oceano Atlantico in modo da arrivare a un regolamento su come gestire l’accesso ai dati.Il tutto è nato dall’annullamento dell’accordo in vigore sul trasferimento dei dati che ha le sue origini politiche dalle rivelazioni di Edward Snowden ( ex NSA) su come le agenzie di intelligence americane raccoglievano informazioni all’interno dell’Unione Europea aggirando la protezione consentita dalle leggi in vigore in Europa.
A livello europeo, le Autorità di protezione dei dati fin dal 15 ottobre 2015 hanno richiamato la Commissione Europea all'obbligo di concludere rapidamente un nuovo accordo con gli Stati Uniti, pena anche eventuali provvedimenti di blocco dei trasferimenti, nel caso in cui tale accordo non fosse stato raggiunto entro la fine di gennaio 2016 .

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Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico il Dipartimento di Giustizia sta mettendo sotto scacco in particolare Microsoft per accedere a email di un cittadino europeo conservate in cloud nel suo data centre irlandese nel corso di un’indagine sul traffico di droga. Ma oltre che sul piano legale i vendor di servizi cloud e di messaggistica con headquarter americani stanno provvedendo in prospettiva a difendersi anche sul paino tecnologico per tenere lontano il governo Usa dai dati che sono conservati nei loro data center europei.
Le ultime mosse riguardano appunto Microsoft e anche Facebook. Microsoft starebbe costruendo in Germania un nuovo data center gestito dalla sua filale locale, mentre Facebook ha annunciato ufficialmente un nuovo data center in Irlanda vicino al suo quartier generale europeo. Si tratterà del secondo impianto in Europa dopo il primo sul suolo svedese, annunciato alle porte di Dublino con un investimento stimato in 200 milioni di sterline.Entrerà in funzione al massimo entro il 2018
.I problemi giuridici sono una intralcio alla politica commerciale “cloud first” di Microsoft che intende attrarre le aziende verso una maggiore adozione dei servizi in cloud all’interno dei loro reparti IT. Alcuni settori come quello finanziario vanno rassicurati sulla sicurezza del deposito delle loro informazioni e della gestione delle applicazioni in cloud. Office 365 e il public cloud di Azure sono due pilastri di questa proposta di Infrastructure as a service che vede Microsoft gareggiare con i AWS, numero uno del mercato secondo Gartner.
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