Discover 2015, HPE accelera sul cloud ibrido e rafforza la partnership con Microsoft

Discover 2015, HPE accelera sul cloud ibrido e rafforza la partnership con Microsoft

A Londra ribadita la centralità del modello di cloud Ibrido. HPE presenta un servizio di gestione che unifica le risorse cloud fornendo una singola visione di tutte le loro attività. Rafforzata la relazione con Microsoft per abilitare scenari ibridi

di: Barbara Torresani del 03/12/2015 12:51

Cloud Computing
 
Londra – La potenza del cloud si esprime nel modello ibrido: ne è convinta Hewlett-Packard Enterprise che attorno a questo concetto ha incentrato alcuni dei più importanti annunci di Discover 2015 in corso a Londra, a partire da HPE Synergy, che incarna il concetto di Composable Infrastrucure, ma anche dal nuovo servizio HPE Helion Manager Cloud Broker e, sul fronte delle partnership, dal rafforzamento della relazione con Microsoft in direzione del cloud.
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“Il cloud ibrido è l’area di trasformazione portante del New Style of Business, punto di appoggio delle altre tre, l’unica in grado di combinare i diversi modelli IT: IT tradizionale, private, managed e public cloud, che fa da ponte tra il modello ‘cloud build on premise policy driven'e quello ‘cloud consume off promise human driven
. Cloud ibrido in cui l’integrazione e la gestione unificata rappresentano la vera sfida”, afferma Bill Hilf, ‎SVP & GM, HP Cloud at Hewlett Packard Enterprise - ‎in un incontro con la stampa.
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Antonio Neri, Executive Vice President and General Manager of Enterprise Group, Hewlett Packard Enterprise
“L’infrastruttura ibrida è la nuova realtà”,
gli fa eco nella sessione plenaria di apertura Antonio Neri, Executive Vice President and General Manager of Enterprise Group, Hewlett Packard Enterprise, che indica subito quanto questo sia un percorso quasi obbligato e comunque voluto dalla maggioranza delle aziende, come dimostrato da una ricerca condotta da 451 Research  su scala globale coinvolgendo oltre 1100 responsabili di aziende di taglio enterprise lo scorso agosto, da cui emerge che il 72% dei rispondenti vede nel cloud la destinazione primaria del prossimo biennio: 74% cloud privato e 24% cloud pubblico. Non si può procedere secondo la logica ‘one size fits all’ per trasformare le infrastrutture aziendali in infrastrutture ibride, ma trovare la giusta combinazione, il mix corretto per intraprendere il viaggio.
Definire, potenziare e ottimizzare sono le azioni che HPE è in grado di fornire  per abilitare questo viaggiomettendo a disposizione expertise in grado di definire l’architettura di riferimento che abbracci modello tradizionale di IT e la nuova IT definendo i requisiti di business, razionalizzando necessità applicative e di dati e definendo l’infrastruttura tecnologica; potenziando l’infrastruttura attraverso una tecnologia end-to-end open per costruire o consumare servizi cloud; gestendo gli ambienti multicloud in modo completo in termini di sicurezza, compliance e performance.
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Per abilitare il viaggio verso un’infrastruttura ibrida ecco che nel portafoglio di HPE fa il suo ingresso il nuovo broker di servizi cloud HPE Helion Managed Cloud Broker, un servizio gestito che permette alle aziende di erogare, utilizzare, consolidare e controllare con sicurezza i servizi associati a più provider e workload cloud. Nello specifico, HPE Helion Managed Cloud Broker fornisce agli amministratori IT controllo e visibilità sugli asset IT di un'azienda, dai cloud pubblici e privati fino all'IT tradizionale, e ne permette l'orchestrazione, perché se è vero che  il cloud  promette alle aziende vantaggi in termini di velocità, agilità e riduzione dei costi, è anche vero che questi benefici si perdono di fronte alla proliferazione di istanze cloud non gestite e non coordinate. 
Il servizio, disponibile nel 2016 come servizio gestito con un modello a consumo
, supporta molte soluzioni del portafoglio HPE Helion, tra cui Managed Virtual Private Cloud, HPE Helion CloudSystem e HPE Helion OpenStack, così come servizi per i data center  di VMWare e una gamma di prodotti di provider di cloud come Microsoft Azure e Amazon Web Services.
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Tra le funzionalità principali del servizio spiccano un portale self-service integrato con interfaccia diretta verso i service provider, la  gestione della sicurezza e delle performance così come la gestione finanziaria e il controllo sui budget, della conformità e funzioni di auditing.  A cui si aggiungono la gestione dei cataloghi e delle iscrizioni ai servizi,  del ciclo di vita delle iscrizioni ai servizi, strumenti di monitoraggio,  dashboard e report.  Un servizio utile per le aziende che si trovano nella condizione di dover gestire numerose risorse cloud di fornitori differenti  in quanto consente di monitorare tutte queste risorse in un’unica interfaccia virtuale.

Più estesa la partnership con Microsoft
Se l’offerta tecnologica si arricchisce con nuovi tasselli, sul fronte delle relazioni con i partner tecnologici, ondamentalì per creare quel concetto di community che si fa largo nell’Economia delle idee, HPE rafforza la partnership con Microsoft in direzione cloud.
E’ lo stesso Satya Nadella, Ceo di Microsoft, in collegamento video con Londra, ad annunciare l’evoluzione della partnership, a sottolineare il valore del tutto.
Una parthership che mette tutti d’accordo sull’obiettivo di estere la rispettiva presenza nel mercato cloud. Da una parte Microsoft che punta ad ampliar sempre più il raggio d’azione della sua offerta Paas Azure con l’innesto sull’estesa offerta infrastrutturale di HPE; dall’altra HPE che con un’offerta di Iaas consistente va ad abbracciare una delle piattaforme di cloud più diffuse al mondo: “La miglior combinazione per l’infrastruttura ibrida” dicono all’unisono Nadella e Neri.  
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Satya Nadella, Ceo di Microsoft
“L’idea è quella di  rendere il cloud più accessibile a tutte le aziende nel mondo. E la partnership collaudata con Microsoft esce oggi potenziata e riguarda Azure, Office 365 e Windows 10”,
dichiara Nadella. In sostanza, Microsoft Azure diventa a tutti gli effetti il partner preferenziale di HPE per il cloud pubblico, così come HPE lo diventa per Microsoft per l’infrastruttura di cloud ibrido.
Una collaborazione che si sostanzia in termini di engineering con l’introduzione da parte di entrambe le società del sistema iperconvergente con capacità di cloud ibrido HPE Hyper-converged 250 for Microsoft Cloud Platform System Standard - già disponibile - l’integrazione di Azure con tutti i server HPE ProLiant e alcune soluzioni ingegnerizzate congiunte. Così come sul lato servizi e supporto si parla di creazione di due centri di Eccellenza HPE Azure in California a Palo Alto e in Texas a Houston per consentire ai clienti di avere un’esperienza ’seamless’ di cloud ibrido quando abilitano Azure su infrastrutture HPE con investimenti continui nell’IT ibrida e nella Composable Infrastrucure; in questo disegno HPE, inoltre, certificherà circa 5.000 Azure Cloud Architects.

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A livello di Partner Program, Microsoft entrerà nel HPE Composable Infrastrucure Partner Program per favorire l’innovazione della prossima generazione di infrastrutture e accelerare il processo di automazione e integrazione di Microsoft System Center e il tool di orchestrazione HPE OneView con le infrastrutture odierne.
Da parte sua HPE è entrata in due programmi di Microsoft per aiutare i clienti ad accelerare il viaggio verso il cloud ibrido e, come partecipante al programma Microsoft Cloud Solution Provider,  potrà vendere le soluzioni cloud attraverso Azure, The Microsoft Enterprise Mobility Suite (EMS) e Office 365. HPE Software, infine, è presente nel marketplace Azure.
Il cammino congiunto verso il cloud è sempre più tracciato.
Annunciate altre novità anche nelle altre aree di trasformazione: in particolare nell'IoT, tema strettamente correlato agli analytics e al Big Data, e nella sicurezza (saranno oggetto di un prossimo articolo, ndr).
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