Fujitsu, ecco la Meta Architettura per la trasformazione digitale

Fujitsu, ecco la Meta Architettura per la trasformazione digitale

MetaArc, la piattaforma per un IT equilibrata, in grado di procedere a un efficientamento dell'esistente in parallelo allo sviluppo di nuovi servizi

di: Piero Macrì del 18/11/2015 13:24

Cloud Computing
 
FUJITSU FORUM 2015 - Il percorso di trasformazione e innovazione delle aziende, che prevede la creazione di nuovi modelli di business e servizi digitali - la cui tecnologia abilitante viene declinata in quattro differenti dimensioni tra loro interdipendenti quali cloud, mobile, big data e Internet of Things - deve avvenire contestualmente alla modernizzazione, nel segno dell’efficienza, delle risorse core delle organizzazioni IT. E’ in questa prospettiva che Fujitsu fonda la sua attuale strategia. “Con la rivoluzione digitale, aziende ed economie devono affrontare una crescita esponenziale in termini di complessità e di rischi, ha affermato Duncan Tait, Director e Corporate Executive Officer, EVP e Head of EMEIA di Fujitsu, Questo significa fare scelte difficili che spesso determineranno la capacità di continuare ad avere successo in un mondo digitale. Fujitsu è al fianco dei clienti per aiutarli a capitalizzare le opportunità digitali con sicurezza e a bilanciare ICT e innovazione digitale”. 

Una logica, quella di Fujitsu, del tutto sovrapponibile a quella che Gartner definisce come IT bimodale ovvero la sostenibilità di due dimensioni: una focalizzata sulla stabilità delle tecnologie derivate da investimenti prgressi, ovvero il legacy, l’eredità del passato, l’altra basata sui nuovi paradigmi dell’IT. Un approccio bimodale che Fujitsu intepreta in un IT equilibrata, in grado di procedere a un efficientamento delle risorse core in parallelo allo sviluppo di nuovi servizi di business. E’ questo il tema che è stato al centro del Fujitsu Forum 2015, il tradizionale appuntamento mondiale di partner e clienti Fujitsu, svoltosi a Monaco di Baviera. Ed è alla luce di questa visione che deve essere interpretata l’introduzione di MetaArc, la Digital Business Platform, piattaforma cloud o Meta Architettura che Fujitsu rende disponibile ai clienti per poter trarre vantaggio dalle implicite opportunità della nuova dimensione digitale quali Big Data, mobilità aziendale e IoT.  

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"Come possiamo bilanciare la tecnologia legacy che sottende la gestione di processi di business strategici con l’innovazione digitale?", si chiede Duncan. La risposta è nell'evoluzione bimodale e MetaArc rappresenta in questo senso la cerniera tra queste due espressioni tecnologiche. Se vogliamo, al centro di tutto sta la capacità di riuscire a rendere sostenibile un percorso di integrazione tra i due diversi mondi, la slow enterpise e la fast enterprise che caratterizza i due ecosistemi. “Come dice Fabio Rizzotto, analista di IDC, la questione di fondo nell’adozione di nuovi modi di sviluppo e fruizione di servizi digitali, risiede nella capacità di prevedere un’integrazione globale delle risorse. Il rischio, dice Rizzotto, come già traspare da molte iniziative che vengono intraprese in ambito cloud all’interno delle più diverse organizzazioni è la proliferazione di nuovi silos non più riferibili alla tecnologia più tradizionale, ma bensì al modello del cloud. Ciascuna line of business è oggi nella condizione di mettere a punto in tempi brevissimi applicazioni che danno risposta a una molteplicità di esigenze, da una parte il marketing dall’altra la human resource. Deve esistere, aggiunge Rizzotto, una coerenza traversale a tutta l’azienda e deve esistere una strategia di integrazione”.

Ed è attorno a questo obiettivo che Fujitsu ha ridefinito il proprio approccio di trasformazione, che coniuga legagy e digitale in una piattaforma di nuova generazione, MetaArc. La piattaforma cloud non nasce all’improvviso, è il frutto di un percorso, già avviato nel corso degli anni, che ora viene in qualche modo sistematizzato. Ed è un work in progress, nel senso che attorno a quanto oggi viene reso disponibile andranno nel tempo integrate tutta una serie di nuove componenti. In questa prospettiva va per esempio letta la recente acquisizione della francese UShareSoft, società nata nel 2008, con clienti in Europa, Giappone, Asia e Stati Uniti, che offre soluzioni per automatizzare i processi di creazione, migrazione e governance applicativa in un ambiente multi-cloud.

Servizi di nuova generazione sono peraltro legati a quella che si va prospettando come uno degli ambienti più interessanti del prossimo futuro, vale a dire l’Internet of Things. Fujitsu rende infatti già disponibile in cloud una piattaforme completa per lo sviluppo e delivery di soluzioni IoT. “Offriamo uno stack tecnologio completo - afferma Alex Bazin, responsabile dell’Internet of Thing Business Platform di Fujitsu - e la disponibilità di tutte le componenti di anlytics che permettono di ottenere informazioni puntuali sui dati raccolti da una molteplicità di oggetti e sensori”. 

L’integrazione tra i due ecosistemi, quello esistente e in quello di nuova generazione, è quindi l’assunto di fondo da cui nasce l’impostazione di MetaArc
. Fornire un punto di convergenza che possa essere implementato attraverso una molteplicità di approcci, public cloud, vitual private hosted oppure in una logica privata off e on premise a seconda delle differenti volontà che possono essere espresse dalle imprese. Detto in altre parole la risposta di Fujitsu è l’espressione di quello che da molto tempo viene definito come cloud ibrido che contempla erogazione di servizi da infrastrutture on premise e off premise in modalità privata o pubblica. Servizi che Fujitsu intende rendere fruibili attraverso propri data center, presso le aree geografiche in cui opera la singola azienda.

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Dal punto di vista della disponibilità infrastrutturale Fujitsu opera secondo una propria originale strategia, cercando di rende disponibili data center di prossimità, ovvero il più possibile vicino ai clienti: microcloud distribuiti in grado di rispondere al meglio alla volontà delle aziende di preservare la governance dei dati all’interno della singola country, puntando allo stesso tempo a dare servizi con il minimo di latenza e il massimo di performance. Così accade in Italia dove il data center di riferimento di Fujitsu è stato predisposto nella provincia di Milano, nei pressi di Basiglio. 

E ora l’execution. Il percorso prefigurato da Fujitsu, di trasformazione e innovazione, deve essere metabolizzato all’interno di ogni singola country. Significa passare da una proposizione prettamente infrastrutturale a una proposizione di servizio, un percorso avviato sino a questo momento soprattutto in Giappone e UK, ma che ora deve essere esteso globalmente, anche in Italia dove la logica è basata soprattutto sulla fornitura infrastrutturale. Rendere fattibili anche nel nostro Paese soluzioni e servizi agganciati alla nascente nuova economia.

La strategia Fujitsu che si evidenzia nella formulazione della piattaforma MateArc sottolinea il pragmatismo con cui da sempre la società accompagna l’evoluzione dell’infrastruttura IT e che si apre oggi alla dimensione as a service, accompagnando questo percorso con l’esperienza accumulata negli anni attraverso la semplificazione della gestione dell’IT, in particolare tutto quanto attiene la dimensione dei servizi gestiti che in qualche modo viene oggi trasferita nel modello del cloud ibrido o come Gartner dell’IT bimodale o ancora, come suggerito da Fujitsu della Balanced IT.  
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