Una soluzione di Ibm contro la shadow It

Una soluzione di Ibm contro la shadow It

Cloud Security Enforcer si propone di contrastare i rischi legati all'utilizzo di applicazioni cloud non approvati da parte dipendenti aziendali.

di: Redazione ImpresaCity del 29/09/2015 14:10

Cloud Computing
 
Nel campo della sicurezza gestita, si colloca l'ultima add-on nel portafoglio di soluzioni cloud di Ibm. Cloud Security Enforcer si propone, in particolare, di contrastare il fenomeno della cosiddetta shadow It, ovvero dell'utilizzo in azienda di applicazione o processi non approvati dal Dipartimento It.
Secondo Big Blue, si tratta di una tendenza sempre più diffusa, come dimostra uno studio interno in base al quale un terzo dei dipendenti di aziende Fortune 1000 condivide e scarica i dati aziendali attraverso applicazioni cloud esterne. Tipicamente, questi strumenti sono utilizzati in ambito privato e le persone vi si connettono con le proprie credenziali professionali. Anche lo sviluppo della mobility fa crescere i rischi di sicurezza, tant'è che il 40% delle applicazioni mobili sviluppate oggi non dispongono di adeguate protezioni.
Cloud Security Enforcer propone alle aziende di identificare le applicazioni che i dipendenti utilizzano fornire loro un mezzo più sicuro di accedervi. Per riuscirci, la soluzione analizza la rete aziendale si rileva l'utilizzo non autorizzato di un'applicazione cloud. Il Dipartimento It ha la possibilità di determinare e configurare le applicazioni che i dipendenti vogliono utilizzare sì anche quali dati possono essere o meno condivisi.
Sfruttando le tecnologie di gestione delle identità via cloud di Ibm (Identity-as-a-service), la soluzione si basa sulla gestione dei contenuti di Box e su connettori sicuri, con attribuzione automatica di password sofisticate. In questo modo, si dovrebbero attenuare i rischi di sicurezza causati da errore umano.
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