La sfida del cloud storage sui nuovi modelli di business

La sfida del cloud storage  sui nuovi modelli di business

Il dato è al centro della innovazione tecnologica di NetApp e cresce a partire da cloud e da Internet

di: Giulio Ferrari del 21/09/2015 11:58

Cloud Computing
 
NetApp punta a distinguersi nel campo del cloud accumulando casi applicativi che dimostrano la validità del suo approccio allo storage attraverso la piattaforma FAS al servizio di applicazioni di business e di infrastrutture condivise. L’offerta si realizza con un’architettura che fa uso del sistema operativo Data Ontap in grado di predisporre più che una piattaforma software: una tecnologia di Data Fabric. In NetApp si parla di Data Fabric facendo riferimento a un modello tecnologico in cui la nuvola è composta di Private Cloud,Cloud Service Provider e Hyperscale Cloud Provider.
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Le attività più recenti di Netapp segnalano un approccio su più ambiti che vanno dai cloud provider che sul mercato italiano sono al servizio dei reseller che operano sul mercato delle Pmi fino alla partecipazione come capofila a grandi progetti di respiro europeo come quello denominato SSICLOPS, all’interno del programma EU Horizon 2020 .
Nell’ultimo anno, la spesa in public cloud delle Pmi è cresciuta ad un ritmo superiore rispetto al mercato nel suo complesso, pari a un incremento del 70%, aumentandone l’incidenza relativa che oggi è pari al 10%.In ambito infrastrutturale il mercato mostra che l’8% delle aziende utilizza macchine virtuali e storage e il 5% servizi di Business Continuity e Disaster Recovery.
Il cloud provider Netalia ha adottato lo storage di NetApp per garantire l’operatività continua, la qualità di servizio e il rispetto dei SLA per le aziende clienti. L’esigenza di uno storage adeguato per Netalia derivava dal fatto che l’azienda deve affrontare quotidianamente sfide legate alla qualitàˆ del servizio e alla proposizione di un’offerta che possa supportare nel soddisfare le esigenze di ottimizzazione ed evoluzione dei processi organizzativi. La peculiarità dell’operatore è legata a un modello di business totalmente affidato al canale, puntando su investimenti essenzialmente infrastrutturali (due data center sono già attivi e un terzo lo sarà a breve) e sui rapporti con la clientela già avviati dai partner. Questi hanno relazioni consolidate e conoscono le architetture già messe in opera dai loro clienti .
Lo scopo del progetto SSICLOPS (Scalable and Secure Infrastructures for Cloud Operations) è di sviluppare tecniche di gestione di infrastrutture cloud private federate, e mira a sviluppare tecniche per infrastrutture cloud private ad alte prestazioni che permettono di scalare in modo flessibile vari cloud privati federati, senza compromettere i livelli di servizio e i requisiti di sicurezza. Il programma di ricerca e innovazione della Commissione Europea Horizon 2020 ha assegnato 6,7 milioni di euro di finanziamenti per un progetto di ricerca per il quale NetApp sta fornendo il coordinamento tecnico. Il progetto triennale ha come mission l’analisi dei fattori che rallentano le prestazioni di rete di infrastrutture on-premise e di cloud ibrido, e come questi fattori possono essere superati. L’obiettivo è quello di supportare l’implementazione e la gestione di svariati servizi di cloud computing pubblico e on-premise per soddisfare le esigenze del business: il tentativo è quello di offrire strumenti legati alla tecnologia per rendere più competitiva l’Europa e abilitare nuovo business . Il contributo al programma Horizon 2020 di NetApp enfatizza l’esperienza della società sulla gestione dei dati e sul Data Fabric.
NetApp sta collaborando con partner di settore e accademici per individuare futuri problemi riguardanti il cloud ibrido, in un mondo dove tutto è software-defined basato su cloud privati e ibridi.

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Bruna Bottesi, country manager di NetApp, incontrando ImpresaCity Magazine sposta il focus della nostra attenzione dalla tecnologia di storage al senso generale che ha acquisito il dato, in un momento in cui con l’innovazione monta in ambiti nuovi come lo IoT. I dati crescono in maniera importante: il dato è al centro della innovazione tecnologica che a sua volta cresce a partire da cloud e da Internet . Un esempio che ricorre nelle parole di Bottesi è quello delle smart city e della gestione in tempo reale dei dati generati dai sensori. In ambito cloud - continua Bottesi - il macro trend più importante è quello del cloud ibrido. Il cloud pubblico offre ormai velocità e sicurezza, ma le aziende stanno scegliendo una via di passaggio da data center interno a cloud pubblico , che offre vantaggi di scalabilità e minori costi. In questa fase di trasformazione NetApp propone la sua visione di un Data Fabric con soluzioni in grado di gestire il dato in modo indipendente da dove sta. In sostanza NetApp propone una estensione del suo sistema operativo verso il cloud ibrido con la medesima modularità e i medesimi tool di gestione, fino alla sicurezza: In Italia questo fenomeno di transizione è meno veloce per limiti infrastrutturali che riguardano la capacità di banda.Molti service provider non solo italiani ma europei propongono sul mercato italiano soluzioni di cloud ibrido.
Ma intanto sono ancora molti i CIO della media impresa che stanno esplorando i benefici del cloud privato. Diventa evidente il vantaggio per un provider - in NetApp si fa il nome di Tiscali - di offrire ad esempio soluzioni di backup as a service che utilizzano le tecnologia di Netapp al loro interno in stretto parallelismo con lo storage NetApp all’interno dei data center della clientela. Nel caso di Netalia poi si registra un caso particolare in cui il cloud sta creando nuovi modelli di business, e in sostanza di lavoro per il canale indiretto. Ma con altri casi. Computer Gross ad esempio dispone di infrastrutture NetApp per offrire servizi ai partner: attraverso un nuovo data center basato su piattaforme NetApp e Cisco eroga servizi IaaS ai partner. Un altro nome è quello di Icos.
Tutto bene dunque? Cosa non è ancora stato messo a punto? Risponde Bottesi: L’implementazione non è completata. La tecnologia è pronta oggi, ma il flusso di utilizzo non è completato. NetApp ha il compito di abilitare la tecnologia, ma non tutti i clienti hanno preso le medesime decisioni e per i partner molto dipende dal settore applicativo e di mercato in cui si muovono . All’interno delle aziende il riferimento di NetApp resta sempre il CIO: Le decisioni le prende il CIO in accordo con il business. Ma il cloud introduce un elemento di discontinuità : una business unit può acquisire alle esterno servizi cloud senza passare per l’IT. NetApp è in grado di proporre strumenti di valutarie dei progetti e di ROI con scenari che prevedono l’uso effettivo delle risorse, anche per aziende di dimensioni diverse .  
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