Red Hat, Il modello Open Source per la creazione dell'IT as a service

Red Hat, Il modello Open Source per la creazione dell'IT as a service

La modalità collaborativa di sviluppo è la più efficace nel produrre velocità di innovazione, afferma Paul Comier VP Products e Technology di Red Hat

di: Piero Macrì del 26/06/2015 03:47

Cloud Computing
 
BOSTON - La tecnologia serve davvero? E’ con questa domanda che Jim Whitehurst, Ceo di Red Hat, apre l’edizione del SUMMIT 2015 davanti a una platea di migliaia di sviluppatori software. "La tecnologia deve essere fondamento di nuovi modelli di business e leva per la generazione di valore, dice Whitehurst. Tutto questo è oggi possibile grazie alla progressione del software open source e a una straordinaria convergenza di una molteplicità di elementi che facilitano la creazione di processi e modalità di approccio al mercato del tutto innovativi. Viviamo in un digital marketplace, continua Whitehurst. Nuovi modelli possono mettere in crisi aziende e business tradizionali. Il Ceo fa nomi che sono diventati ormai un caso globale. Uber, Airbnb, Netflix, ciascuna di queste aziende ha in qualche liberalizzato mercati che godevano di una protezione che si pensava immutabile". 

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Nel settore dei trasporti, dell’accoglienza e dell’intrattenimento la tecnologia ha reso possibile formulare un diverso approccio al mercato
, diversificando e allo stesso tempo riducendo i costi di accesso ai servizi. Operare sfruttando la multicanalità digitale si dimostra vincente, anche se l’affermazione di questi nuovi servizi trova resistenza poiché implica la cessazione di privilegi da parte degli incumbent, che a questo punto si trovano a un bivio: resistere a oltranza o cambiare. 

Cloud, Mobile, Big Data costituiscono un patrimonio comune a quasi tutte le iniziative digitali e sono indispensabili per implementare nuovi modelli di business, afferma Paul Cormier, executive vice president products and technologies di Red Hat,. Significa avere scalabilità, flessibilità, accesso anywhere, anytime from any device, capacità di gestire quantità elevate di dati eterogenei. Significa, contestualmente, poter abilitare un’infrastruttura IT in grado di garantire velocità e performance di un ordine di grandezza superiore rispetto al passato. Significa Real time computing declinato in uno scenario digitale”.  

“In tutto quello che sta avvenendo e in tutto quello che è già successo, in termini di trasformazione dell’IT a supporto dell’ottimizzazione e innovazione del business, un ruolo importante lo ha recitato e lo sta recitando l’Open Source. Questa modalità di sviluppo del software si è ormai imposta come la più efficace nel produrre velocità di innovazione, dice Cormier. Linux si confronta con un solo sistema operativo: Windows. Le infrastrutture di data center e internet company gravitano attorno a queste tecnologie ed è su queste ultime che si sono andati sovrapponendo altri codici e servizi che fanno riferimento alla virtualizzazione così come tutto ciò che serve per mettere a punto la nuova frontiera cloud. Per le organizzazioni – osserva Cormier - significa ripensare gli investimenti pregressi, modernizzando quanto è utile e opportuno vada riformato, e iniziare a creare from scratch, da zero, nuove piattaforme e nuova tecnologia, il cui sourcing, può essere declinato in una forma ibrida, pubblica e privata”.  

Siamo in presenza di un’occasione unica: si possono ripensare i modelli tradizionali e porre le premesse per innovare gettando le basi per la creazione di nuova infrastruttura basata su modelli aperti, open source. Per le aziende significa evitare il rischio di lock-in sottostante la tecnologia proprietaria, poter disporre di una maggiore sostenibilità e progresso e, last but not least, ridurre le spese e gli investimenti di un ordine di grandezza significativo rispetto a soluzioni proprietarie”.

Think Positive, Think Open è il mantra di Red Hat. Una filosofia che trova apprezzamento sul mercato. L’innovazione trova spazio su Linux. Sap Hana, la piattaforma di in-memory computing ha registrato proprio su Red Hat Enterprise Linux l’incremento più alto di installazioni.  Cloud, Architetture convergenti, Software Defined Data Center, Mobile Computing, Big Data, IoT. Queste sono le sfide attuali e future. E per rispondere a queste sfide occorre mettere insieme tutti i tasselli del puzzle infrastrutturale. Un'impresa da titani, su cui molti si stanno da tempo cimentando. Come avere successo? Essere più bravi nel fare ciò che tutti aspirano a fare. Conta la tecnologia, certo, ma conta anche la capacità di porre in esecuzione la strategia abilitante la nuova domanda di mercato. E l’Open Source può fare la differenza.

Red Hat è tra le aziende che più ha contribuito all’affermazione ed evoluzione di OpenStack, la tecnologia di orchestrazione delle infrastrutture cloud, afferma Radhesh Balakrishan, general manager OpenStack. Su quest’ultima stanno convergendo molte delle iniziative che hanno l’obiettivo di realizzare piattaforme per l’erogazione di servizi di nuova generazione”. Di uguale porta è l’innovazione introdotta con la logica di sviluppo basata su container Linux, in qualche modo alternativa alla virtual machine, che conferisce maggiore flessibilità e portabilità dei workload (guarda il video). 

Passo dopo passo Red Hat ha messo a punto software stack che indirizzano le singole sfide che devono essere vinte per arrivare alla definizione di un modello architetturale rispondente alla logica as a service. Ecco quindi tutto il conglomerato Red Hat a supporto del percorso verso il cloud computing, dall’estensione OpenStack a Red Hat Linux, a OpenShift, CloudForms e a tutto il middle di integrazione che fa riferimento a JBOSS. Pubblico, privato, ibrido, sviluppo, gestione, controllo, orchestrazione. Non ultima l’apertura al mondo mobile attraverso il progressivo consolidamento della tecnologia FeedHenry. Un percorso rigorosamente certificato dal bollino Open Source.  
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