Oracle, si afferma il cloud, ma il fatturato è in calo. Buona o cattiva notizia?

Oracle, si afferma il cloud, ma il fatturato è in calo. Buona o cattiva notizia?

A fronte di un aumento del 28% dei servizi cloud il fatturato software complessivo diminuisce del 6%

di: Piemme del 18/06/2015 10:05

Cloud Computing
 
A chiusura dell’ultimo trimestre fiscale Oracle registra un calo di fatturato del 5% rispetto all’analogo trimestre 2014. Un risultato che va oltre le previsioni degli analisti, ma sul quale incide l’apprezzamento del dollaro. In assenza di questa dinamica – afferma il management dell’azienda – il trimestre si sarebbe chiuso in rialzo, con un aumento del 3%. Non tutti gli analisti condividono questa lettura. Solo una parte ritiene che la causa della deludente performance sia conseguenza del rafforzamento della valuta USA. 

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Le vendite software hanno complessivamente generato ricavi per 8,4 miliardi di dollari, meno 6%
. Al di là delle questioni valutarie, continua a incidere sui risultati la contrazione del business tradizionale, non ancora sufficientemente compensato dalla progressione del cloud. Un fenomeno che difficilmente potrà in futuro attenuarsi, quanto meno nel breve e medio periodo, considerato che gli investimenti delle aziende tenderanno progressivamente a essere deviati sul cloud.

Non siamo di fronte a una diminuzione della domanda informatica, ma alla nascita di un una nuova domanda che mette sotto pressione il modello di business di tutti gli operatori incumbent dell’IT. Lo stesso presidente di Oracle, Larry Ellison, è stato esplicito: la dinamica del fatturato riflette la crescita della domanda di servizi cloud e la conseguente contrazione di prodotti on premise.

Per Oracle, così come per tutti i global player dell’IT, in particolare quelli il cui business è concentrato nel software, l’affermazione dell’IT as service comporta una diversa valorizzazione del fatturato. L’investimento classico, generato da nuove licenze, si rifletteva immediatamente sul fatturato di trimestre in trimestre, mentre i contratti as a service generano un fatturato che è distribuito nel lungo periodo.

La tecnologia on-demand, sottostante il paradigma del cloud computing, genera revenue on demand. Oracle, per essere performante in termini di risultati economici deve perciò attendere che il mercato trovi un suo rinnovato equilibrio. Ci vorrà tempo. Basti pensare che nell’ultimo trimestre il fatturato cloud di Oracle è cresciuto del 28%. Peccato, però, che corrisponda solo al 5% del fatturato complessivo. Safra Catz, Co_Chief executive di Oracle, ha affermato: “I nostri clienti sono focalizzati sul cloud e lo stesso vale per la nostra forza vendita. La conversione sta avanzando rapidamente”.
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