Red Hat lancia la sfida per l'integrazione dell'IT ibrido

Red Hat lancia la sfida per l'integrazione dell'IT ibrido

Il provider Open Source alza la posta in gioco per diventare full player dei nuovi conglomerati Hybrid Cloud

di: Redazione Impresacity del 07/05/2015 10:09

Cloud Computing
 
Una delle esperienze che più ha contaminato e influenzato lo sviluppo software degli ultimi anni è l’Open Source. Condivisione delle idee, delle esperienze e delle informazioni come valore di crescita è quanto espresso da questo movimento nato negli anni ottanta in contrapposizione al software proprietario. Linux è oggi il fondamento di gran parte delle attuali infrastrutture di data center.

Ne è passata di strada da allora. La condivisione della conoscenza ha permesso di creare sistemi più avanzati e, aspetto non trascurabile, ha portato alla creazione di middleware che permette alle aziende di trasformare le architetture legacy riducendo i costi complessivi di investimento coì come implementare nuove applicazioni in aree quali big data e analytics.

L’intelligenza alla base della gestione, monitoraggio, orchestrazione delle risorse in ambiente cloud è ormai tendenzialmente legata alla logica open source. E’ il percorso che ha seguito Red Hat, che da una mera distribuzione Linux, nel corso degli anni ha investito per estendere e consolidare le proprie soluzioni in un contesto tecnologico e di business sempre più ampio, coerente con la digital transformation.

red-hat-rating.jpgDal 2006, anno in cui il provider open source, acquisì JBoss, il processo di espansione è stato incessante. 14 le acquisizioni compiute nell’arco di dieci anni, acquisizioni che hanno contribuito a diversificare e ampliare la propria offerta creando uno stack tecnologico multivello: sistema operativo, virtualizzazione server storage e networking, tool di gestione, infrastruttura cloud. (Nella tabella a fianco è riportato il giudizio di Gartner sulla struttura organizzativa di Red Hat e sulle aree tecnologiche in cui l’azienda è attiva).

Il punto di convergenza o hub di riferimento per le varie implementazioni che permetteranno a Red Hat di alzare la posta in gioco e diventare un full player dei nuovi conglomerai Hybrid cloud è OpenStack, framework open source multilayer delle nuove architetture improntate a una logica software defined. Su questi nuovi obiettivi si gioca il futuro di Red Hat il cui fatturato è ancora ampiamente dipendente dal sistema operativo, ovvero Red Hat Enterprise Linux (RHEL), da cui derivano, questo almeno quanto affermato da Gartner, circa il 75% degli incassi. L’interoperabilità tra i differenti servizi accessibili on demand si va prospettando come uno dei maggiori problemi dell’IT as a service considerato che nel medio e lungo periodo, come affermato più volte dagli analisti, si va verso uno scenario dove il sourcing dell'IT delle imprese sarà sempre più frammentato tra cloud eterogenei.

La possibilità, quindi, di avere un ambiente architetturale consistente tra le diverse cloud, pubbliche e private, assume una primaria importanza. E in questo contesto, come spesso ormai accade nel mondo del software, la trasversalità di un comune stack tecnologico, viene ricercata nel mondo open source.  In questo scenario OpenStack viene riconosciuto come il sistema operativo per il cloud su cui il maggior numero di operatori e provider sta convergendo. Per le imprese la convergenza verso uno standard aperto significa poter procedere a investimenti con più tranquillità, senza correre il rischio della sindrome da vendor lock-in.

E’ in questa prospettiva che si inserisce l’estensione e consolidamento del proprio impegno verso architetture data center open source da parte di Ret Hat che prevede l’integrazione del software Enterprise Linux nella piattaforma OpenStack e una più ricca articolazione di offerta di servizi e prodotti per quanto riguarda la componente infrastrutturale declinata nella logica private cloud. Significa creare per le aziende un percorso verso l’evoluzione cloud ibrida dei propri sistemi informativi fornendo sia servizi PaaS, basati su Red Hat Enterprise Linux, sia servizi IaaS, attraverso RedHat OpenStack, quelli che, in definitiva possono essere definiti building blocks dell'ambiente cloud open source.
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