Il cloud come variabile dell'integrazione

Il cloud come variabile dell'integrazione

Ma il cloud può essere il paradigma di una nuova convergenza o verrà vissuto come un dominio a sé, relativo a particolari servizi e applicazioni?

di: Pm del 17/02/2015 11:59

Cloud Computing
 
L’infrastruttura cloud pubblica è ready to run. L’investimento, in questo senso, può fare affidamento su un insieme di tecnologie strutturato per erogare servizi secondo le regole che sono appannaggio dell’IT as a service. Se per qualche motivo si volesse replicare in privato quel tipo d’infrastruttura il livello di complessità da gestire, per molte organizzazioni IT, sarebbe insostenibile, soprattutto se il cloud deve essere pensato con esigenze di interazione con sistemi legacy e infrastrutture esistenti.
Il cloud ha successo nel momento in cui può essere pensato come motore per servizi e applicazioni che siano indipendenti dalle risorse IT esistenti. Oppure si può pensare e interventi mirati, di computing ibrido, che mettano in relazione risorse cloud e on-premise. Ma creare un qualcosa di questo tipo, vale a dire realizzare ambienti a elevata personalizzazione, è una sifda che può essere gestita da una percentuale davvero minima di organizzazioni.
Come dimostrato da vari studi le aziende che devono fare i conti con infrastrutture che si sono evolute nel tempo, presentano una eterogeneità tecnologica che crea delle barriere architettoniche alla creazione di un cloud privato. Per procedere a quello che dovrebbe costituire la premessa per la trasformazione di un data center coerente con una logica di utilizzo in cloud si dovrebbe avere una infrastruttura completamente virtualizzata gestita in modalità software defined.
La velocità e flessibilità che vengono assicurate da cloud sono realizzabili soltanto in presenza di sistemi di orchestrazione e automazione che possono essere implementati soltanto in presenza di nuove architetture.
Il cloud computing, all’interno della maggior parte di organizzazioni, sarà quindi vissuto come un dominio a sé, relativo a particolari servizi e applicazioni, ma non potrà corrispondere a una nuova genetica del data center trasversale a tutto il business di riferimento aziendale. In un percorso evolutivo dei sistemi informativi aziendali è scontato che, nel corso del tempo, le componenti legacy (che non sono, così come tradizionalmente di pensava in passato, i soli sistemi mainframe, ma tutto il conglomerato hardware e software riferibile a server fisici) lasceranno spazio a sistemi che potranno essere gestiti in modo virtualizzato, prefigurando l’ipotesi di una disponibilità a essere gestiti in cloud, quanto meno per una parte dei servizi erogabili. Ma il problema di fondo, relativamente all’evoluzione dell’IT a supporto del business, è quello dell’integrazione, problema che esiste a prescindere dall’opzione del cloud.  E' questa la vera sfida su cui tutti, organizzazioni IT e cloud provider, dovranno misurarsi.
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