Preparazione ancora insufficiente sulla business continuity

Preparazione ancora insufficiente sulla business continuity

Il rapporto annuale di Vision Solutions rileva che due terzi delle imprese non dispone di policy sull’alta disponibilità sui dati spostati in cloud.

di: Redazione ImpresaCity del 27/01/2015 10:10

Cloud Computing
 
Il disaster recovery e la business continuity dovrebbero essere concetti ormai assimilati dalle imprese e trasformati in pratiche operative efficaci. Ma la realtà non è esattamente questa, stando al rapporto annuale di Vision Solutions, che evidenzia come molte aziende non siano in grado di assicurare resilienza sulle proprie piattaforme It.
Lo studio raggruppa i risultati di cinque indagini realizzate complessivamente su un campione di oltre tremila professionisti It. Gli autori sottolineano soprattutto l’insufficiente preparazione delle imprese a fornire garanzia sulla continuità operativa, tenendo conto della forte ascesa dei data center ibridi e dell’adozione crescente del cloud computing.
Alcuni dati corroborano questa valutazione. Circa il 75% degli interpellati non è in grado di valutare l’incidenza economica dell’interruzione delle attività, mentre fra coloro che hanno subito un blocco nello storage, circa il 50% ha perso dei dati a causa di pratiche di restore poco curate. Inoltre, circa due terzi del campione ha operato una migrazione dei dati importante per paura di interruzioni o mancanza di risorse.
Il cloud privato, ma allocato su infrastrutture esterne è utilizzato nel 57% dei casi, mentre quello ibrido è ancora fermo al 32%, anche se con trend in crescita. Malgrado questa popolarità crescente, circa due terzi del campione ha dichiarato di non disporre di una protezione in materia di alta disponibilità e ripresa delle attività per i dati spostati in cloud.
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