Il cloud locale-globale di Aruba

Il cloud locale-globale di Aruba

La territorialità del data center costituisce un vantaggio competitivo per chiunque voglia acquisire nuovi clienti. Intervista a Stefano Sordi, marketing manager del cloud provider italiano

di: Piero Macrì del 24/10/2014 11:40

Cloud Computing
 
L’evoluzione degli internet service provider italiani è strettamente legata al cloud. Dai tradizionali servizi di hosting e di e-mail, gestiti in outsourcing e basati su architetture fisiche, si sono progressivamente messe a punto architetture di data center virtualizzate che rispondono ai criteri richiesti dal nuovo paradigma dell’IT as a service. Una tendenza, quella descritta, che vede in primo piano Aruba, storico ISP italiano che si propone sul mercato con un profilo di cloud provider sempre più accentuato. Due data center italiani - in Toscana, presso Arezzo, sede del Gruppo - e, attraverso partnership con altri operatori, erogazione di infrastruttura e servizi da data center in Inghilterra, Francia, Germania e Repubblica Ceca.
“Web hosting, e-mail, così come tutto ciò che riguarda i servizi posta elettronica certificata, la firma digitale e la registrazione dei domini, rappresentano ancora il nostro business primario in termini di fatturato, spiega Stefano Sordi, direttore marketing di Aruba, ma è il cloud la componente interessata dalla crescita più marcata. Considerato che su questo segmento registriamo crescite costanti a doppia cifra è ipotizzabile ritenere che nel giro di qualche anno l’espansione del nostro giro d’affari sarà pesantemente condizionato dalla capacità di essere interlocutori cloud di primo piano per le aziende italiane”.
Abbiamo sostenuto ingenti investimenti infrastrutturali di data center perché siamo convinti che su quest’area si gioca il nostro futuro, aggiunge Sordi. Il cloud di Aruba è stato creato con lo scopo di fornire una gamma completa di servizi per rispondere alle esigenze delle aziende, qualunque sia il loro progetto. Sviluppare un’infrastruttura virtuale, archiviare e condividere dati, predisporre funzionalità di disaster recovery, esternalizzare i backup o anche sviluppare un’offerta SaaS dal proprio software”.
“Crediamo che il valore della nostra offerta per quanto riguarda i clienti italiani sia rappresentato dalla risorse di data center che sono state create sul nostro territorio. E’ infatti di primaria importanza garantire la disponibilità dei dati in data center che possano rispondere alle specifiche normative locali. Quello della localizzazione dei dati è un aspetto sempre più importante per le aziende nel momento in cui si deve valutare un investimento e affidarsi a un operatore. Sono garanzie che non possono essere soddisfate pienamente da cloud provider internazionali. E’ vero, dice Sordi, il cloud rappresenta un modello di business globale, ma la vicinanza o territorialità del data center costituisce un vantaggio competitivo per qualunque cloud provider che voglia acquisire nuovi clienti. Non a caso - osserva Sordi - lo sforzo da parte di tutti gli operatori internazionali che a vario livello sono coinvolti nel cloud va proprio nella direzione della distribuzione geografica delle infrastrutture di data center. Ed è in questa logica che si muove Aruba, dando la possibilità a tutte quelle aziende che hanno una presenza di mercato su altre aree europee, vedi Francia, Gran Bretagna, Germania e Est Europa, di localizzare dati e servizi nei data center di riferimento. Come Aruba - prosegue Sordi - siamo infine una risorsa di interesse anche per tutte quelle aziende estere che vogliono disporre di servizi erogati in cloud dall’Italia."
"Da una parte possibilità di proteggere al meglio i dati dall’altra garantire le migliori performance. Per essere concorrenziali - aggiunge Sordi - occorre essere competitivi in termini di prezzi, così come essere capaci di offrire servizi semplici da gestire, con interfacce intuitive ad alta usabilità, in modo che possano essere utilizzate da un pubblico sempre più ampio. Ovviamente si devono garantire le migliori prestazioni. A questo proposito Sordi menziona i risultati ottenuti da Aruba dal monitoraggio dei servizi online effettuato da Cedexis, che hanno confermato come il cloud di Aruba sia primo sul mercato in termini di performance. Da rilevazioni effettuate nel mese di Gennaio 2014 – dice Sordi - si è evidenziato come il tempo di risposta dell’infrastruttura di Aruba Cloud (IT) sia di soli 79 ms, distanziando altri cloud provider come Windows Azure (107 ms) e Amazon EC2 (109 ms)”.
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