Juniper, come cambiare il data center in una prospettiva cloud

Juniper, come cambiare il data center in una prospettiva cloud

Bask Iyer, CIO di Juniper Network: nel piano di attuazione di una strategia cloud è essenziale prestare attenzione alla modernizzazione dell'architettura

di: Pm del 19/03/2014 11:54

Cloud Computing
 
Mai dimenticare che per effettuare una transizione di successo al cloud - o determinare, come la realtà sembra ormai testimoniare, un ambiente cloud ibrido, fatto di risorse pubbliche e private – il fattore di massima rilevanza consiste nel prestare attenzione all’aggiornamento e modernizzazione dell’infrastruttura, in particolare quella riferibile al networking. Se questo aspetto viene trascurato il rischio è quello di creare un gigante d’argilla e invece di ridurre i costi e ottimizzare il business ci si può ritrovare in una condizione meno performante ed efficiente di quella originaria. E' quanto osserva Bask Iyer, CIO di Juniper Networks, il quale afferma che nel procedere nel piano di attuazione della strategia cloud si sia rivelato derminante modernizzare l'architettura. In effetti ogni tanto è interessante capire come le stesse aziende IT si confrontino con la tecnologia e in quale modo i propri sistemi informativi metabolizzino le nuove tendenze. La storia di Juniper appare in questo un caso una vera e propria best practice.
L’adozione del cloud – afferma Iyer - ha comportato il passaggio a una nuova generazione di switch e router in una logica software defined poiché la maggiore dipendenza da Internet  comprometteva le prestazioni a livello applicativo. Regola numero uno, dunque, se l’esposizione applicativa a internet, conseguente l’adozione del cloud, diventa importante, non si può pensare di conservare intatto l’apparato di comunicazione e networking pregresso. Ovvio che per Juinper compiere questo passo si sia rivelato tecnicamente ed economicamente più semplice essendo essa stessa un produttore di apparati di networking. Il private cloud messo a punto da Juniper consente oggi agli sviluppatori di creare il software che gira sui prodotti che la società ha in portafoglio. Significa, dice Iyer, avere un’infrastruttura in grado di fare del provisioning di server virutali, Linux o Unix, in tempi molto più rapidi rispetto a un’architettura tradizionale.

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Secondo punto di attenzione. Il passaggio al cloud, se ben orchestrato, libera costi associati tradizionalmente alla manutenzione dell’esistente
. Più del 90% dei costi IT di Juniper era dedicato a questo scopo, mentre oggi, avendo ridefinito il framework IT in una dimensione cloud, una parte consistente del budget IT va in innovazione. Negli ultimi due anni Juniper ha trasferito in public cloud customer management, email, expense reporting e procurement software, utilizzando rispettivamente soluzioni Salesforce, Microsoft, Concur e Coupa. Le componenti financial e human resource sono invece state consolidate in architettura cloud privata, in hosting presso altri provider. Anche la componente Human resource era stata selezionata per il cloud, ma poiché si era appena effettuato un upgrade della soluzione PeopleSoft di Oracle, dice Iyer, si è ritenuto che il passaggio al cloud pubblico non avrebbe nel breve medio perido comportato alcuna riduzione dei costi operativi. Morale, nella dimensione applicativa, nel procedere all'attuazione di una strategia cloud, prestare la massima attenzione al confronto tra costi pubblici e privati. Non sempre, per ragioni del tutto contingenti e attinenti lo specifico aziendale, il cloud pubblico si rivela più economico di quello privato.
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