Colt e Italsel, un modello cloud per le PMI

Colt e Italsel, un modello cloud per le PMI

Ceano, una piattaforma applicativa e molteplici servizi erogati attraverso data center Colt con il supporto dei partner di canale di Italsel.

di: Pm del 18/02/2014 10:22

Cloud Computing
 
La nuova offerta di servizi cloud per le PMI, resa disponibile da Colt attraverso i propri data center e denominata Ceano, esemplifica come l’affermazione del nuovo paradigma dell’IT as a service sia destinata a cambiare l’assetto dell’ecosistema di delivery dell’informatica. La tradizionale filiiera dell’ICT, basata sulla gestione delle risorse fisiche dei clienti, non ha più come interfaccia il vendor e il canale di riferimento dedicato ad assolvere la funzione di intermediazione tra domanda e offerta. L’erogazione primaria avviene da parte di un provider, Colt in questo caso, che mette a punto una piattaforma applicativa sulla quale il distributore Italsel coinvolge i partner presenti sul territorio, system integrator e VAR, con attività di formazione per promuovere l’offerta verso gli utenti finali.
“La risposta di VAR e system integrator è stata sorprendente, ben al di là delle aspettative, afferma Periangelo Rossi AD di Italsel. E’ un’iniziativa che si basa su un accordo strategico che ha come riferimento il canale, attore essenziale nel supportare le aziende ad effettuare con successo la migrazione della loro infrastruttura IT nel cloud. Colt Ceano, prosegue Rossi, si distingue per essere una piattaforma di servizi flessibili e scalabili, garantiti da Service Level Agreement di alto livello supportati da una rete proprietaria di classe eneterpise e data center distribuiti in tutta Europa. Colt permette quindi ai nostri rivenditori di acquistare servizi di rete e di computing basati su cloud, assicurando loro ottime opportunità in termini di ricavi senza necessità di investimenti in conto capitale”.              
Una trasformazione nei ruoli, quindi. Del provider, innanzitutto, che passa dall’offrire pura connettività e servizi tradizionali di housing, a fornitore di servizi ICT in modalità cloud, mettendo a punto un’infrastruttura convergente di storage, server e networking coerente con la logica self service della nuova delivery dei servizi. Trasformazione che si ripercuote a cascata sull’ecosistema di partner che a questo punto deve riuscire ad adattarsi al meglio a un modello di business differente dal precedente. Il passaggio non è indolore, o quanto meno, pur nascondendo evidenti opportunità, deve fare i conti con una marginalità residuale rispetto alla precedente.
Epppure, perché il tutto possa attuarsi, perché Colt possa vendere la propria piattaforma e perché distributori e partner possano avere il loro ritorno di investimento si deve trovare un equilibrio tale da innescare un vantaggio per ciascun player coinvolto nel processo di delivery dei servizi. Un delicato equilibrio che nel caso di Colt sembra sia stato raggiunto. Del resto questa iniziativa testimonia di un passaggio inevitabile e irrinunciabile poiché coerente con una dinamica di mercato cui, volenti o nolenti, tutti coloro che sono in prima linea nell’erogazione di competenze e know-how informatico si dovranno in qualche modo adeguare.
Per quanto il new business offra, per lo meno in questa fase iniziale, meno marginalità rispetto alla tradizionale gestione fisica on premises di software e hardware, si deve guardare in prospettiva e sapere che investire oggi nell’assumere competenze cloud significa costruire il proprio futuro. Altrimenti si corre il rischio che quei servizi vengano un domani erogati da nuova concorrenza, fenomeno che potrebbe progressivamente prosciugare il business esistente di tutti i player della filiera di erogazione dell’ICT.
La piattaforma applicativa messa a punto da Colt, in seguito all’acquisizione dell’inglese ThinkGrid nel 2012, prevede un’offerta di molteplici servizi di bakup e disaster recovery, di desktop virtuale, di gestione di server Exchange, così come applicazioni di Lync collaboration. Una piattaforma che mette in primo piano le esigenze di un’utenza PMI per lo più concentrata su ambiente Windows, ma che prevede offerte infrastrutturali, di server e storage che possono essere acquisite per implementare soluzioni di computing eterogeneo. Per Colt, vi è naturalmente l’opportunità di fare upselling di connettività, da sempre il suo business mainstream. "La possibilità di poter fruire di servizi che risiedono su data center italiani (i nodi di Milano e Torino) ed europei - sottolinea Davide Suppia, Sales and Marketing Director CCS Colt - mette infine le PMI nella condizione di proteggere e tutelare i propri dati coerentemente con quanto prescritto dalle normative che regolano la materia nell’ambito dei Paesi europei."
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