Oracle cloud tra pubblico e privato

Oracle cloud tra pubblico e privato

Il cloud privato? Un’estensione di quanto finora realizzato in termini di consolidamento delle risorse IT. Incontro con il VP di Oracle Rex Wang

di: Piero Macrì del 12/02/2014 17:23

Cloud Computing
 
L’interesse verso il cloud sta montando. Siamo in presenza di un’evidente accelerazione. I clienti sono interessati sia alla dimensione pubblica sia a realizzare cloud private per erogare servizi interni. Esordisce con questa affermazione Rex Wang, vice president product marketing di Oracle incontrato in occasione di un evento romano dedicato a comprendere le modalità attraverso le quali definire e attuare una cloud privata basata su stack tecnologico del database vendor.

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Oracle è attiva sia sul fronte pubblico che privato ed è allo stesso tempo un interlocutore per tutti quei provider che desiderano erogare Oracle Cloud Services, afferma Wang
. I servizi pubblici vengono erogati attraverso nostri data center presenti in tutte le più importanti aree geografiche, compresa ovviamente l’Europa. Operiamo a tutti e tre i livelli - SaaS, IaaS e PaaS - e abbiamo un ampio portafoglio d’offerta in termini di servizi e prodotti: a livello applicativo, di middleware e di infrastruttura. In ambito SaaS siamo secondi solo a Salesforce.com nei confronti del quale disponiamo però di una più ampia offerta, che spazia dal sales & marketing alle risorse umane, dalla suppy chain all’enterprise performance management fino ad arrivare a soluzioni per singoli mercati verticali.
Nell’opinione di Wang il cloud deve essere visto come un articolato sistema di sourcing dell’IT declinabile attraverso più modelli. Non esiste una separazione netta tra pubblico e privato. I clienti stanno investendo su entrambi i fronti poiché ciascuno di essi rappresenta un’opzione funzionale al raggiungimento di determinati obiettivi. Riscontriamo tra i nostri clienti una elevata adozione del private cloud, ma il tasso di adozione dei servizi pubblici è più rapido.
Essere un cloud provider per Oracle significa essere nella condizione di offrire soluzioni complete nell’uno e nell’altro caso. La valutazione del cloud in un’ottica privata, dice Wang, è coerente con un’estensione di quanto finora realizzato in termini di consolidamento e razionalizzazione delle risorse. Si è lavorato per rendere l’IT più agile ed efficiente ed è in quest’ottica che deve essere valutata la private cloud.

Siamo oggi di fronte a un salto qualitativo nell’evoluzione delle architetture di data center, aggiunge Wang. Finora il consolidamento ha interessato le risorse hardware, obiettivo perseguito attraverso la virtualizzazione, ora la sfida consiste nel procedere al consolidamento della componente applicativa e di middleware. Il cloud, quindi, come proseguimento di un viaggio iniziato già molti anni fa da parte di tutte quelle aziende che hanno investito nel razionalizzare e rendere l’IT più funzionale e reattivo alla domanda del business.

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L’ulteriore processo di consolidamento, che può interessare database e applicazioni, è quello che secondo Oracle può portare maggiori vantaggi. Detto in altre parole, tutte le aziende che vogliono ridurre i costi associati a un ambiente eterogeneo non possono non prendere in considerazione il modello architetturale del cloud, anche in un’ottica privata, senza avere preclusioni riguardo alle possibili scelte. Il modello del cloud può infatti essere declinato in più modi. Non è detto che tutte le organizzazioni abbiano bisogno di mettere a punto un ambiente pure cloud che preveda un meccanismo di provisioning di tipo self service, afferma Wang. Da quello che riscontriamo quest’ultima è una necessità e un possibile vantaggio soltanto per un ristretto numero di aziende. Diciamo che il cloud sta diventando una logica di erogazione dell’IT cui tutti stanno guardando, ma che il modello di adozione è  legato alla specificità delle singole organizzazioni, al tipo di operatività, frequenza e utilizzo delle applicazioni, al numero di utenti.
In linea di massima si può affermare che in assenza di skill interne, vedi PMI, si dovrebbe tendere a privilegiare il modello pubblico, mentre nelle grandi organizzazioni, dove esiste know-how ed expertize, ci si può orientare alla forma privata. Tuttavia, ancora una volta, Wang sottolinea come sia sbagliato farne una lettura in bianco e nero. Nella realtà esistono sfumature di grigio dove si incrociano differenti modelli di sourcing dell’IT, pubblici e privati.

Come procedere al cloud? Diamo la possibilità di intraprendere un percorso con soluzioni basate su building block pre-ingegnerizzati, dice Wang, soluzioni che vengono messe a punto dai nostri system engineer e portate in azienda per essere messe in immediato esercizio. Vi è poi la modalità best of breed dove i clienti scelgono singole componenti dello stack tecnologico sulle quali procedere all’integrazione con il supporto o meno di system integrator.
Quali sono i settori che si stanno rivelando più sensibili nel mettere a punto soluzioni private? Il finance, sicuramente per ragioni storiche e implicite al settore di appartenenza. E poi gli operatori telco, considerato che sono essi essi stessi cloud provider. Non da ultimo la pubblica amministrazione perché condivide un modello di erogazione delle risorse condiviso che ben si adatta a una formulazione di servizio di tipo cloud. Ma l’interesse è comunque generale e del tutto trasversale a tutti i settori di industry.
Alla base di un aumentato e progressivo interesse al cloud, osserva il manager di Oracle, vi è la pressione nel fornire migliori servizi a più basso costo e con un livello di qualità maggiore. Condizione che spinge inevitabilmente a trovare soluzioni alternative che possano contribuire a cogleiere questi obiettivi. E il cloud privato fornisce un modello cui gli IT manager non possono rimanere indifferenti. Riduzione dei costi? Certo. Abbiamo visto numerosi casi dove il costo della cloud pubblica si è rivelato più alto rispetto a uno stesso servizio erogabile on premises. A volte la via privata al cloud può rivelarsi la più economica, afferma Wang.
Quale differenza esiste nell’erogazione di un servizio cloud based fornito da Oracle rispetto a uno stesso servizio fornito da un cloud provider alternativo? Semplice, conclude Wang, i servizi da noi erogati possano contare sulla nostra maggiore capacità nel riuscire a gestire al meglio i layer software e e hardware associati a uno specifico servizio. Va da sé che per noi rappresenta comunque un’opportunità il fatto che altri provider possano scegliere di erogare servizi attraverso uno stack tecnologico basato su nostre risorse.
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