Con il cloud il server muore e risorge a nuova vita

Con il cloud il server muore e risorge a nuova vita

La marginalità si va sempre più riducendo ed è inevitabile che il posizionamento dei diversi player si vada di conseguenza modificando

di: Piero Macrì del 20/01/2014 15:09

Cloud Computing
 
Dell dribbla Wall Street e sceglie di interpretare il futuro senza i pesanti e pressanti condizionamenti imposti dal mercato finanziario. Hp decide di rimanere nel mercato del personal computer e mette in moto nuove iniziative che possano restituire una sostenibilità al business tradizionale. Ibm valuta la possibilità di mettere in vendita il comparto server x86. Intel tende a diversificare il classico mercato del PC, investendo nel mobile e nella dimensione ancora più ampia ed eclettica dell’Internet of Things.
Il tutto avviene nel momento in cui l’industria IT sta lentamente, ma inesorabilmente cambiando modello di business, metabolizzando la logica dell’IT as a service del cloud. Se guardassimo a quanto avvenuto nell’ultimo decennio ci renderemmo conto che la capacità dei player IT di rimanere profittevoli con la sola componente hardware viene sempre meno. A mano a mano che l’hardware diventa commodity si riduce progressivamente la marginalità. Non solo, il cloud cambia le regole del gioco e il sourcing dell’IT, una volta dominato dagli incumbent, è oggi polverizzato e disperso.
Se si guarda all’incremento del numero di server (CPU?) registrato negli ultimi anni, grazie alla creazione di data center monster dalle capacità una volta impensabili - si pensi alle infrastrutture delle internet companies come Amazon, Google, Yahoo, Twitter e Facebook - si potrebbe pensare che la domanda di nuova potenza server abbia fatto la fortuna delle hardware companies. Ma così non è stato. Ibm, Hp, Dell continuano a soffrire sulla parte di volume, nonostante il cloud, nonostante l’infrastruttura data center sia oggi tipicamente associata al binomio Intel-Linux.
Nel cloud il server fisico non esiste più. In questa dimensione esistono agglomerati di CPU che vengono assemblati secondo criteri del tutto diversi dai precedenti, che non vanno certo a gonfiare le tasche dei tradizionali hardware vendor, il cui core business è ancora largamente ancorato al mercato enterprise. Con la progressiva trasformazione di mercato innescata dall’IT as service, le infrastrutture che si andranno a creare non produrranno una remunerazione in un ordine equivalente a quello che abbiamo conosciuto in passato. La marginalità si andrà sempre più riducendo ed è inevitabile che il posizionamento dei diversi player si andrà di conseguenza modificando.
Rimane il mercato enterprise, un grande mercato, ma che sta anch’esso, in parte, diventando cloud-enabled. Ma anche nel caso continuasse ad evolvere in una forma tradizionale, la logica della virtualizzazione e atomizzazione del server porterà con sé pesanti ricadute sul business degli hardware vendor. In definitiva, e concludendo, anche il mercato server, così come è stato per il mercato PC, non sarà più quello di prima.
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