Cloud, data center e delocalizzazione dell'IT

Cloud, data center e delocalizzazione dell'IT

Essere un’azienda digitale significa che i processi possono essere gestiti ovunque e ovunque fruiti grazie alla pervasività delle reti di comunicazione

di: Piero Macrì del 15/10/2013 17:43

Cloud Computing
 
Considerazioni sparse in merito al cloud in seguito all’evento IDC DataCenter Power che si è svolto oggi 15 ottobre a Milano. A caratterizzare la giornata due interventi dal fronte IT aziendale: quello di Luciano Colombo, IT architecture manager di Carrefour, e quello di Daniele Lanfranchi, IT Manager di Rexel Italia.
Carrefour e Rexel, due realtà che hanno in comune l’essere multinazionali e l’essere francesi. Certo, un numero così limitato di testimonianze non rivela di per sé la media tendenza di mercato, tuttavia rivela una esigenza comune a quella di gran parte delle grandi e medie imprese: la volontà di ridurre i costi e allo stesso tempo rendere più flessibile l’IT.
Quali sono le considerazioni che prendono spunto dalla giornata organizzata da Idc? Innanzitutto la convinzione che l’evoluzione informatica sia sempre stata dettata dalla ricerca di nuova produttività. Significa fare di più con meno, lo è stato nel passato e lo è altrettanto oggi. Il cloud non fa difetto: si inserisce in questa prospettiva ed è l’ennesimo episodio che segna la ricerca di un nuovo e più efficiente modello di delivery dell'IT. Carrefour e Rexel ne sono una chiara dimostrazione. Per queste due aziende il cloud diventa un obiettivo coerente e naturale con una volontà di centralizzazione e contenimento delle risorse. Al tempo stesso, esso appare come elemento in grado di trasformare l’IT da centro di costo a centro di servizi.
Centralizzazione significa delocalizzazione dei data center. Per l’organizzazione IT significa assumere sempre più un ruolo di governance abbandonando le competenze più strettamente gestionali e manutentive. Vuol dire che il personale che ancora oggi viene annoverato nell’IT aziendale tende progressivamente a scomparire, o quanto meno a ridursi considerevolmente, poiché ciò di cui fino a oggi si è occupato sarà competenza di un qualche service provider nei confronti del quale si dovrà concordare un livello di erogazione del servizio.
D’altra parte proviamo a ragionare su alcuni dati. Sappiamo che nelle aziende una percentuale che oscilla intorno all’80% del budget IT è mediamente dedicata alla gestione dell’esistente. Solo un 10%-20% è dedicato all’innovazione. Bene, semplificando, possiamo dire che consolidamento, virtualizzazione, cloud , attività sulle quali sono concentrate realtà come Carrefour e Rexel, vanno nella direzione di un contenimento della spesa dedicata alla manutenzione dell’esistente, passando da una logica CAPEX a una logica OPEX, da un modello di possesso a un modello a consumo.
Se l’informatica di prima generazione è servita a rendere più produttivo l’ambiente industriale, prima, e la parte amministrativa poi, con la riduzione del personale delle rispettive aree, oggi l’IT inizia a rendere più produttiva l’IT stessa, andando a creare economie di scala attraverso la costituzione di data center di nuova generazione che servono un’utenza dislocata in ogni parte del mondo.
Con il consolidamento delle infrastrutture IT si attua, di fatto, una delocalizzazione dell’IT: l’infrastruttura viene collocata laddove si ritiene più conveniente in termini di costi energetici, fiscali e operativi. Per le multinazionali significa delocalizzare l’IT italiano portando in un altrove le risorse fino ad oggi presenti nel nostro paese.  Così come oggi si può delocalizzare la produzione industriale, così avviene per quanto riguarda la produzione informatica. Essere un’azienda digitale significa che i processi possono essere gestiti ovunque e ovunque fruiti grazie alla pervasività delle reti di comunicazione.
Gli interventi su cui stanno lavorando realtà come Carrefour Rexel hanno un comune denominatore: la centralizzazione delle risorse IT in una logica di servizio attraverso data center sparsi nelle aree geografiche più opportune. Spesso non si parla nemmeno di cloud, si dà per scontato che questa sia una delle modalità attraverso cui compiere l’intero percorso. Si parla piuttosto di esternalizzazione delle infrastrutture e della loro gestione. E in questo processo di centralizzazione l’IT viene portata dove più conveniente e declinata in cloud laddove opportuno.
In definitiva il messaggio è il seguente: obiettivo primario delle organizzazioni che vogliono rendere più produttiva e flessibile l’IT, riducendo i costi e trasformando l’organizzazione da centro di costo a centro di servizio, è la centralizzazione delle risorse. Ciò significa fare economia di scala attraverso la concentrazione di infrastruttura in un numero limitato di data center. E il cloud? E’ una delle variabili attraverso la quale realizzare questo percorso.
Tag notizia:

Cosa ne pensi di questa notizia?

Attualità

...continua

Opinioni e Commenti

...continua
 
 
 

Vota