Oracle Database 12c, il database multitenant pronto per il cloud

Oracle Database 12c, il database multitenant pronto per il cloud

Fulcro della nuova versione del database è la funzionalità multitenant che consente di avere più database ‘pluggable’ all’interno di un’unica istanza, portando a un livello di consolidamento più alto e a un migliore Roi. Di scena a Milano e Roma,...

di: Barbara Torresani del 03/07/2013 09:33

Cloud Computing
 
5 anni di sviluppo, 500 nuove funzionalità frutto di 2.500 anni uomo di sviluppo e 1,2 milioni di test:  sono i numeri di Oracle Database 12c, il database di nuova generazione di Oracle, che sulla tecnologia database fonda le proprie radici dal 1977. Oggi è tempo di una nuova era tecnologica.
“Non è un semplice annuncio di una nuova versione con l'aggiunta di nuove funzionalità ma di un un vero e proprio cambio di paradigma dell’information management che risponde alle sfide dell’era digitale”, introduce così la novità Fabio Spoletini, Technology Country Leader di Oracle Italia.
spoletini-1-.jpgL’ultimo decennio della tecnologia database Oracle ha vissuto numerose innovazioni a partire dal lancio delle versioni 8i e 9i, dove la lettera i sta a indicare Internet, con funzionalità per accelerare performance, disponibilità e sicurezza in ambienti Internet. L’evoluzione della 9i ha avuto come prodotto di punta il Real Application Cluster che ha anticipato un’altra versione importante, la 10g, dove g sta per grid, per fare girare Oracle database su un grid di risorse. Un passo che ha consentito di introdurre il concetto del grid su architetture low cost – Intel, Linux. La versione 11g ha rafforzato ulteriormente le capacità del database in ambito grid e successivamente nel 2009 è stato lanciato il sistema Exadata, che, pur non essendo un database in termini di programma ne è strettamente legato; è un hardware ingegnerizzato con la componente database per avere le massime performance in tutti gli ambienti, sia Oltp sia data warehouse, con la possibilità di gestirli contemporaneamente.
Oggi è tempo di Oracle database 12c, in cui la lettera c sta per cloud, proprio perché il database risponde alla sfida di gestire l’informazione in ambiente cloud computing.
Come spiega Spoletini sono tre le macroaree che hanno ispirato lo sviluppo della tecnologia, in primis il cloud computing. Oracle Database 12c, infatti, è un database per il cloud caratterizzato da flessibilità per sfruttare la capacità elaborativa, time-to-market più veloce per approvvigionare gli utenti, e, soprattutto, gestione semplificata degli ambienti database. Altro area indirizzata  è quello del Big Data, con volumi di dati che crescono in modo esponenziale e di conseguenza la necessità di avere programmi affidabili, sicuri e che sfruttino al meglio tutte le risorse e la capacità elaborativa per poterli gestire.
E poi quella dei sistemi ingegnerizzati, che, pur essendo disaccoppiati dal database che rimane multipiattaforma, sono progettati insieme al database, attraverso il layer di software Exadata Software che, grazie all’ingegnerizzazione, consente di avere caratteristiche uniche.
Oracle ha sviluppato la versione 12c proprio partendo da quelle che sono le priorità condivise con i clienti e da queste ha mappato le nuove feature della tecnologia database, quali: Database cloud e database as a service – da cui la funzionalità multitenant database; Database cloud management, come possibilità di gestire, fare provisining dell’intero ambiente da cui la funzionalità Enterprise Manager 12c (giunta alla terza versione) e Cloud Control; Big Data, Data Warehouse e Analytics – il fatto di poter sfruttuare al meglio le capacità di consolidare permette di gestire grossi volumi di dati...;  Storage optmization,  per questo Oracle ha introdotto motori intelligenti che permettono di analizzare in modo automatico i dati che sono più acceduti e quelli che lo sono meno e, di conseguenza, dare suggerimenti per spostare i dati meno acceduti in storage low cost in un’ottica di recupero delle risorse; High availability e Data protection - sono state introdotte funzionalità per l’ottimizzazione dei data center; Database security: “Più ci si muove in contesti di consolidamento e di cloud più la sicurezza diventa un elemento fondamentale.”
La caratteristica principale del database, spiegano Fabio Spoletini e Enrico Proserpio, Direttore Prevendita della BU Technology di Oracle Italia, è quella di essere multitentant, che significa  avere un’unica istanza su cui si innestano le varie base dati. Fino ad oggi per consolidare differenti basi dati si agiva su diverse istanze con i propri contenitori di dati al fine di non impattare sullo strato applicativo. Oggi, il nuovo database consente di avere un’unica istanza con i contenitori di basi dati da innestare (pluggare) completamente indipendenti. Significa che nel momento in cui si deve operare un forte consolidamento delle basi dati, essendo le basi dati del tutto indipendenti non c’è nessun impatto sulle applicazioni. Si sviluppano quindi i concetti di “isolation” e "multitenancy" delle basi dati pur condividendo la stessa istanza. Tutto ciò consente di incrementare il provisioning, il time-to market e la flessibilità con cui prepare nuove basi dati ma, soprattutto, consente una gestione semplificata.

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Come detto, il grosso sforzo compiuto da Oracle è stato nella semplificazione del consolidamento dei database: un unico programma con cui gestire n database che vengono innestati in modo indipendente e consolidati. “E’ un grosso cambio di paradigma nella gestione dei database”, sottolinea Spoletini. Tutto ciò consente una gestione semplificata, un utilizzo ottimale delle risorse hardware, un maggior grado di consolidamento dell’infrastruttura e un incremento del Tco.
E portare  il database 12c  in ambito dei sistemi ingegnerizzati vuol dire sfruttuare e amplificare uteriormente tutti le funzionalità annunciate del database: in ambiente di extreme performance si riesce a raggiungere un grado elevato di extrem consolidation, grande semplificazione, alta affidabilità, sicurezza, massimo Tco. Con a corredo il Platinum Support che consente di offrire un supporto proattivo nella manutenzione che una volta rilevato una anomalia ne trova il rimedio e lo segnala in tutte le location nel mondo.

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