Oracle, il cloud non compensa il calo del business tradizionale

Oracle, il cloud non compensa il calo del business tradizionale

Il fatturato software generato dalle licenze esistenti è inferiore alle aspettative. La componente hardware ha un saldo negativo superiore al 9%.

di: Pm del 21/06/2013 11:10

Cloud Computing
 
I risultati dell’ultima trimestrale di Oracle non sono stati accolti bene dagli analisti finanziari. Il quarter  si è chiuso in sostanziale parità rispetto all’analogo periodo del 2012 segnando un +0,3%. Il fatturato software generato dall’aggiornamento delle licenze esistenti è risultato inferiore alle aspettative mentre la componente hardware si è ulteriormente indebolita presentando un saldo negativo superiore al 9%.
Tutto ciò evidenzia come il mercato sia in una fase di transizione, alla ricerca di un assestamento che non avverrà nel breve periodo e che provocherà cambiamenti sostanziali nel posizionamento dei vendor che oggi presidiano il mercato dell’IT. E il passaggio a una nuova informatica presenta un rischio e una complessità proporzionale alla dimensione finanziaria dei vari player. Più si è grandi più è difficile affrontare il cambiamento, e arrivare a definire un modello di sostenibilità adeguato e coerente con nuove modalità di sourcing dell’IT non è né semplice né immediato: cambiare i fondamentali del proprio business necessita tempo.
Per quanto Oracle abbia compiuto in questi ultimi anni importanti acquisizioni nell’ambito del cloud il ritorno di questi investimenti non compensa la criticità che imperversa il business tradizionale. In qualche modo si può affermare che il valore rappresentato dal volume di affari dei grandi software vendor, basato sul licensing tradizionale, sia un freno alle opportunità di una crescita basata su logiche e modelli alternativi derivati e generati dal cloud in tutte le sue possibili declinazioni.
Nell’anno fiscale 2013 terminato con i risultati dell’ultimo trimestre di fine maggio i ricavi complessivi sono stati di 37,2 miliardi di dollari. Il volume d’affari generato da nuove licenze dalla componente cloud è cresciuto del 4% per un valore complessivo di 10,4 miliardi  miliardi di dollari. I ricavi di quanto ascrivibile al software as a service, secondo quanto affermato dalla società, è di un miliardo di dollari.
I risultati denotano quindi una difficoltà nel compensare con la nuova offerta cloud il rallentamento del business tradizionale. Un segnale che Wall Street interpreta come una difficoltà nel generare nel breve periodo crescite e utili consistenti.
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