Storage e networking? La sfida è nel software

Storage e networking? La sfida è nel software

In gioco vi è la capacità di gestire dinamicamente le risorse infrastrutturali del cloud. E l'Open Source diventa la piattaforma d'innovazione

di: Piero Macrì del 20/06/2013 12:20

Cloud Computing
 
Vi sarete già accorti di come inizia a essere ricorrente una nuova terminologia nel mondo dell’IT che interessa il mondo dello storage e del networking. Quali sono le nuove parole d’ordine che vengono frequentemente associate alla strategia evolutiva delle aziende che operano in questi settori? Sono quelle che fanno riferimento al Software Defined Storage (SDS) e al Software Defined Networking (SDN).
Insomma, nel passaggio al cloud, privato o ibrido, non è più sufficiente applicare una logica Software Defined Computing così come introdotta dalla prima ondata di virtualizzazione. Storage e Networking devono riuscire a essere gestiti con lo stesso ordine di efficienza e flessibilità in termini di provisioning così come oggi possono essere gestiti i server.
Quello che sta accadendo in questo ultimo periodo è solo l’inizio di un qualcosa che cambierà i fondamentali che hanno sinora contraddistinto le componenti infrastrutturali di rete e storage. Società di successo, sebbene in termini di market share subalterni rispetto ai leader di mercato, NetApp per quanto riguarda lo storage e Juniper per quanto riguarda il networking, non vogliono più essere rappresentati come meri fornitori hardware. Queste aziende stanno progressivamente orientando investimenti sul fronte software.
In definitiva le storage e le networking companies stanno mutando pelle e acquisendo una forte identità software. In gioco vi è la capacità di gestire dinamicamente le risorse delle componenti infrastrutturali che saranno parte essenziale della dimensione del cloud privato delle aziende. E come sempre accade, in coincidenza con una nuova tendenza tecnologica inziano a fare la comparsa nuovi soggetti d'impresa che sfidano gli incumbent focalizzandosi sull'innovazione e diversificazione. Ne è un esempio Big Switch, una startup, nata nel segno del Software Defined Networking che viene vista come una possibile promessa del nuovo scenario tecnologico infrastrutturale associato al cloud enterprise networking.
Non è un caso che all’inizio di maggio un personaggio di grande esperienza, tale Prashant Gandhi, che lavorarava in Cisco sulla linea di prodotti Nexus, sia entrato a far parte della nuova compagine aziendale. Ma la startup è nata su contributi di più persone che hanno svolto funzioni di grande rilevanza in Cisco. Tra queste Mike Volpi, ex SVP & General Manager of the Routing and Service Provider Technology Group ed ex  Chief Strategy Officer del gigante del networking dove ha ricoperto posizioni fino al 2007.
E così come accade nel Big Data, aziende che iniziano a percorrere nuovi percorsi software, individuano nell’Open Source la strada maestra su cui sviluppare l’innovazione. Per il networking e per Big Switch significa parlare di OpenFlow, un protocollo sviluppato presso la Stanford University che rappresenta il fondamento del movimento che si raccoglie attorno alla logica del software defined networking.  
Nel video che proponiamo ecco come il Ceo di Big Switch, Guido Appenzeller,  interpreta il nuovo movimento open source per lo SDN.

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