Passepartout, il presente è undercloud

Passepartout, il presente è undercloud

All’annuale evento per i partner presentata la nuova offerta undercloud e gli sviluppi futuri, tra cui MexalOne per le medie imprese e il Crm. Entro il 2013 tutti i clienti della software house di San Marino passeranno al cloud.

di: Barbara Torresani del 20/06/2013 10:25

Cloud Computing
 
La “Cloud Experience” ha tenuto banco a Passworl[d] 2013, la due giorni organizzata da Passepartout, software house di San Marino nei giorni scorsi a Riccione. Un appuntamento che dall’edizione 2013 da semestrale diventa annuale, occasione di approfondimento formativo ma anche momento di presentazione di strategie e di relazione.
pass2.jpgLa sfida delle aziende oggi è quella di fare business tra le nuvole. “Il cloud è un’era tecnologica, non una moda passeggera. Bisogna guardarla con gli occhi dell’impresa e  on dei sistemi informativi, perché cambia il modo di fare impresa attraverso una tecnologia democratica, in grado di abilitare grandi e piccole aziende a fare business in modo diverso”, spiega Corrado Rossi, Direttore Commerciale e Marketing di Passepartout, nell’aprire la seconda giornata dell’evento. E Passepartout sa molto bene che quella è la strada giusta da percorrere, avendo fatto, in tempi non sospetti, scelte lungimiranti proprio in direzione cloud.
corrado-rossi.jpgLa prima tappa del percorso cloud computing di Passepartout si colloca nel 2009, con la presentazione di Businesspass, la suite per i professionisti erogata in modalità di ‘software as a service’ a cui fa seguito nel 2010 l’annuncio di Mexal Live, la soluzione cloud customizzabile per le imprese. Nel 2011 è la volta di Mobile Desk, come possibilità di utilizzare gli applicativi Passepartout sui dispositivi mobili e nel 2012 arriva YouPass, come sistema cloud di customer management.
La tappa del 2013 va sotto il cappello Undercloud e sottende un modo di concepire tutta le soluzioni gestionali in modalità cloud siano esse sulla server farm di Passepartout sia sul server del cliente o di un provider esterno.
Oggi l’obiettivo della software house di San Marino è quello di portare tutti i 25 mila clienti nel cloud entro il 2013. Già oggi molti dei clienti operano in questa modalità. “Seguendo la crescita funzionale e architetturale, nel tempo abbiamo portato i clienti sul cloud in modo graduale e naturale, senza traumi”, dice Rossi. E torna al filo conduttore, quello della Cloud Experience, che poggia su quello di Customer Experience. La Customer Experience è la somma di tutte le esperienze che il cliente ha con un brand; se il cliente è soddisfatto diventa promotore del brand stesso. Il passaggio da compiere è quello dal marketing di prodotto al marketing dell’esperienza. Il prodotto deve funzionare, il servizio soddisfare il cliente e il cloud diventare esperienza; una Cloud Experience come fattore di cambiamento. “Per Passepartout la Customer Experience diventa oggi Cloud Experience, perché tutta la nostra offerta è in cloud, e il cliente non compra solo il prodotto ma compra anche l’esperienza con Passepartout. Abbiamo 25 mila clienti che devono vivere la Cloud Experience e diventare promotori del nostro brand”, enfatizza Rossi.

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