Amazon, la server dislocation e l'effetto cloud

Amazon, la server dislocation e l'effetto cloud

Dall’hardware server tradizionale al modello data-fabric. Cambia il sourcing del computing. A rischio il business dei tradizionali IT vendor

di: Piero Macrì del 16/04/2013 13:50

Cloud Computing
 
I big player dell’informatica – da Hp a Dell, da Acer a Lenovo -  devono gestire la crisi del personal computer, un mercato che nell’ultimo quarter ha presentato un calo di vendite a doppia cifra. Crisi che è solo in parte ascrivibile a fattori congiunturali: l’industria PC deve fare i conti con un cambiamento strutturale della domanda che tende a privilegiare la dimensione mobile smartphone e tablet.
E’ del tutto evidente che il modello Windows, fondamento del business riferibile all’ecosistema Microsoft, si è in qualche modo appannato: la brusca contrazione delle vendite del PC si verifica, infatti, nel momento stesso in cui è stato introdotto sul mercato Windows 8, il sistema operativo di nuova generazione con interfaccia touch. Nel passato un evento di questo genere rappresentava l’opportunità di rigenerare e rilanciare il mercato nel suo complesso. Adesso non è più così.
Ma al di là della criticità posta dalla trasformazione del mercato PC, i vendor tradizionali, devono confrontarsi con le alterazioni introdotte nel comparto server in conseguenza dell’affermazione del cloud computing e di una differente logica di sourcing nell’acquisizione della capacità elaborativa. Un fenomeno che può essere efficacemente tradotto come dislocation, ovvero un trasferimento di risorse computazionali dal perimetro on premises al perimetro dei cloud data center, questi ultimi  gestiti da service provider che basano la propria offerta su un modello di business on demand.
Nella sostanza avviene una sorta di disintermediazione della domanda server rispetto al passato. Cloud provider come Amazon, come descritto nel blog Corporate Intelligence di WSJ, acquisiscono tecnologia direttamente dai cosiddetti Original Design Manufacturer, tipicamente presenti con propri siti produttivi nella geografia asiatica, bypassando i soggetti che nell’era pre-cloud soddisfavano la domanda di server globale. Nello stesso tempo i cloud provider iniziano a competere con le IT companies tradizionali offrendo alle aziende sia infrastruttura sia  applicazioni.
Evidenza di questo fenomeno è, per esempio,  il progressivo reclutamento da parte di Amazon di venditori che hanno sino a oggi lavorato in strutture IT, Oracle è l’esempio citato, che hanno presidiato l’offerta  di servizi e soluzioni alle organizzazioni IT di tanta parte delle imprese. 
La conclusione? Come afferma Tom Gara, autore del post, si è in presenza di una differente generazione di valore nel mondo dell’informatica, valore  che tende a migrare dall’hardware server così come concepito nel passato a un modello data-fabric, ovvero quello che vede come interlocutore primario l’original design manufacturer.
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