Come cambia il business dei service provider

Come cambia il business dei service provider

“Il cloud – afferma Pietro Riva, Sales Director di Terremark, una divisione di Verizon Company - ha permesso una diversificazione dei modelli di business, superando la tradizionale offerta housing-hosting"

di: Piero Macrì del 26/03/2013 11:20

Cloud Computing
 
La componente datacenter dei Service Provider, il cui volume di business rimane primariamente legato all’offerta di connettività, ha permesso alle organizzazioni IT, attraverso logiche di housing e hosting, di avere interlocutori affidabili al fine di soddisfare esigenze, anche importanti, di esternalizzazione infrastrutturale. Ma è un dimensione di business che è ora soggetta a cambiamenti sostanziali. Le politiche di outsourcing dell’IT vengono infatti influenzate, e in prospettiva incentivate, da un nuovo modello, quello del cloud.
priva.jpgQual è, quindi, l’approccio verso l’investimento infrastrutturale che si va manifestando da parte delle aziende? Housing, hosting, cloud, qual è la risposta da parte dei service provider? Lo abbiamo chiesto a Pietro Riva, Sales Director Europe di Terremark, la società che fa capo a Verizon responsabile delle attività cloud per il settore Enterprise.
“Il cloud – afferma Riva - ha permesso una diversificazione dei modelli di business. Da parte degli utenti significa poter scegliere quale percorso privilegiare in rapporto a  una esternalizzazione della propria infrastruttura. Scelta che, in definitiva, appare legata agli obiettivi e alla realtà delle singole organizzazioni. Il percorso più tradizionale per coloro che protendono verso una soluzione on premises è quello di una colocation: lo spazio costa, l’energia costa e in questo senso si tendono a demandare al provider attività che non vengono ritenute core”.
L’housing come l’hosting continuano a essere importanti servizi all’interno del business di un service provider anche se in prospettiva, dice Riva, “il cloud introduce delle variabili di offerta con implicazioni sempre più interessanti. La differenza sostanziale consiste innanzitutto nella tipologia di contratto. Housing e hosting implicano un impegno pluriennale il cui fine è mantenere l’infrastruttura e un certo livello di management. Il cloud, di contro, mette in discussione l’offerta sinora erogata poiché prevede una corresponsione di un pagamento in base alle risorse utilizzate”.
Scalabilità, time to market sono le parole d’ordine che sottintendono il modello di servizio cloud-based. “E’ indubbio che il cloud possa garantire la massima flessibilità  in termini economici di investimento poiché si ha la possibilità di modificare il contratto a seconda delle esigenze che si manifestano nel corso del tempo. Flessibilità e adattamento – osserva Riva - che si riflettono anche per quanto riguarda le risorse in utilizzo, grazie alla possibilità di acquisire capacità assecondando le dinamiche della domanda IT delle singole organizzazioni”.
La scelta in termini di outsourcing non è puramente economica, ma nasce dalle esigenze di business. “In situazioni dove l’infrastruttura è sostanzialmente statica, ovvero supporta un business che non è soggetto a importanti cambiamenti, è probabile che un servizio erogato in modalità housing/hosting  possa corrispondere alla scelta più indicata. Se invece si è in presenza di un’azienda che sta compiendo una ottimizzazione-trasformazione della propria infrastruttura IT e/o il business cui fa riferimento l’organizzazione è per propria natura soggetto a forti dinamiche di cambiamento e si ha la necessità di gestire picchi di capacità consistenti, ecco, in tutti questi casi il cloud si pone come la scelta più efficiente”. Per Riva, quindi, se l’azienda in questione è ben strutturata e il business è sostanzialmente stabile la modalità di outsourcing infrastrutturale housing/hosting può rivelarsi quella più allineata alle proprie esigenze.
Per una società come Verizon l’investimento nell’approntamento di datacenter in architettura cloud  è diventato una conditio sine qua non per poter operare nel nuovo mercato. “Significa – dice Riva - disporre di apparati informativi in grado di gestire al meglio e con un tasso di efficienza più elevato i servizi richiesti dagli utenti. E la stessa componente di servizio hosting tende a essere metabolizzata in architetture cloud.  Quello che rimane diverso è, invece, sempre e comunque, la parte contrattualistica”.
“A livello mondiale, e anche in Italia, la parte di servizi cloud inizia a diventare importante. Le nostre competenze legate primariamente alla componente infrastrutturale si stanno progressivamente estendendo anche alla parte di piattaforma, alla gestione di sistemi operativi, database e web application”.
Riva sottolinea infine come il punto di forza di una società come Verizon consista nella capacità di sostenere ingenti investimenti di lungo periodo. “E’ un modello di business tipicamente associato alle aziende che operano nel mercato delle telecomunicazioni. Verizon ha data center in Europa, negli Stati Uniti e in Asia e una costante politica di investimento finalizzata al consolidamento ed estensione delle infrastrutture”.
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