Cloud Spanner, la sintesi Google del modello relazionale

Cloud Spanner, la sintesi Google del modello relazionale

Un database distribuito con una latenza nell’ordine dei millisecondi e scalabilità garantita dall'infrastruttura globale di Google

di: Redazione del 16/02/2017 15:45

Big Data & Analytics
 
Un database distribuito con una latenza nell’ordine dei millisecondi e scalabilità garantita dall'infrastruttura globale di Google. È Cloud Spanner, la uova variante del database relazionale MySQL lanciato in versione beta pubblica da Google. Si tratta dello stesso Dbms utilizzato da Big G per sostenere gli imponenti carichi di lavoro di Adwords e Play Store, caratterizzati da decine di milioni di query al secondo.

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Il servizio, disponibile tramite Api per tutti i clienti della Cloud Platform del colosso di Mountain View, nacque nel 2007 come tentativo di unire le caratteristiche dei database relazionali a quelle delle piattaforme Nosql; combinando quindi atomicità, consistenza, isolamento e durabilità (parametri Acid) a scalabilità orizzontale. Spanner completa ora il portafoglio di servizi di database gestiti disponibili sulla Cloud Platform di Big G, unendosi a Sql, Datastore e Bigtable.

I costi sono basati sul consumo effettivo delle risorse e il database aumenta o diminuisce le proprie dimensioni a seconda delle necessità, arrivando a elaborare migliaia di miliardi di righe. Spanner rappresenta la piattaforma ideale per i carichi di lavoro operativi supportati da database relazionali tradizionali, come la gestione delle scorte e le transazioni finanziarie. Quest’ultimo caso è forse uno dei più importanti e ben si presta alle caratteristiche di bassissima latenza offerte da Spanner.

Il servizio in beta supporta le transazioni distribuite, schemi e istruzioni Ddl, query Sql e driver Jdbc e fornisce già oggi librerie per i linguaggi di programmazione più popolari, tra cui Java, Go, Python e Node.js. Per riuscire a coordinare e a sincronizzare le risorse di calcolo distribuite, garantendo quindi la perfetta riuscita di operazioni distribuite su così vasta scala, Google fa affidamento essenzialmente alle Api Truetime.
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