Fra Cisco e Ibm si forma un'alleanza intorno a Watson

Fra Cisco e Ibm si forma un'alleanza intorno a Watson

L'obiettivo è fornire servizi analitici in contesti dell'accesso a Internet può essere complesso e le soluzioni SaaS non sono affidabili.

di: Redazione ImpresaCity del 07/06/2016 11:02

Big Data & Analytics
 
Si sta concentrando un notevole interesse sulla tecnologia di intelligenza artificiale che Ibm ha messo a punto con Watson. Sono visti recentemente progetti e sviluppi nel campo della ricerca medica, dell'analisi di grandi volumi di dati e, più recentemente, nell’ambito del cybercrime.
Ora è arrivato il turno dell'Internet of Things, grazie a una nuova partnership sviluppata con Cisco. Gli oggetti connessi, infatti, producono un volume di dati particolarmente importante, che può essere analizzato grazie alle capacità di intelligenza artificiale di Watson.
Come far arrivare questo flusso, tuttavia, al sistema evoluto di Big Blue? Spesso, i dati sono generati da oggetti che si trovano in luoghi con una debole connettività a Internet. Un esempio può essere quello di una piattaforma petrolifera equipaggiata con sensori per facilitarne la manutenzione. In casi del genere, non è semplice accontentarsi di offerte di analisi dei dati proposte in modalità SaaS, come appunto capita con i servizi di Watson.
Per questo motivo, Ibm e Cisco hanno annunciato una partnership che intende proporre questo genere di servizi on premise, allo scopo di rendere Watson più accessibile in contesti al di fuori dell'ordinario, ai margini delle reti. Le due aziende hanno citato già alcuni casi concreti frutto della propria alleanza. Bell Canada, infatti, utilizza l’IoT di Ibm e Cisco sulla rete 4G Lte, mentre il porto colombiano di Cartagena sfrutta gli analytics per migliorare l'efficacia dei propri servizi e anticipare il degrado degli strumenti utilizzati.
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